L’Europa al bivio

A metà giornata di l’altro ieri le azioni della ex potente banca Deutsche Bank valevano poco più di sei euro. Un balzo all’indietro di tutto rispetto valore dello scorso anno,che si aggirava intorno agli undici euro. Alla fine della giornata la perdita si è poi assestata in un poco lusinghiero meno trentadue percento in dodici mesi. In un quasi assordante silenzio,e relegato nelle pagine interne dei quotidiani,o brevemente,quasi ai saluti finali,nei telegiornali,si sta consumando la fine del neoliberismo alla tedesca maniera. E’ un racconto complesso quello di questa banca,costellato di scelte sbagliate,di scandali,multe tremende e tentativi disperati di salvataggio. Non ultimo ,ed in odore di truffa,la pubblicità per i cittadini italiani,dove questa banca veniva dipinta come solida,affidabile. Vale la pena ricordare che nel 2015 questa banca capitalizzava più di quaranta miliardi di dollari,e nel settembre 2016,dopo lo scandalo del Libor,con la manipolazione del tasso di riferimento dei titoli immobiliari,la capitalizzazione era scesa a 15,7 miliardi. Così come è naufragato il tentativo di fusione,ad oggi,con la Commerzbank,sponsorizzata dal governo federale tedesco.Ma ci sono anche alcuni media stranieri,meno deferenti verso il modello tedesco,che parlano apertamente di “elefante della stanza”,una massa di derivati definita dagli analisti “biglietti della lotteria”,il che rende bene l’idea,del valore complessivo di 43 mila miliardi di dollari, che equivale a sedici volte il PIL della grande e solida Germania. C’è chi maliziosamente aggiunge che il calcolo della massa dei derivati sia per difetto. In definitiva ,oggi quel  grande simbolo di affidabilità deve trovare il modo di licenziare diciottomila dipendenti. Intanto annaspa perché  saltata  la fusione sarà difficile permettere quello che ad altri stati non è stato permesso.Penso alla B.N.L. ,ed altre banche,,passate in mano francesi,anche con la benedizione di Romano Prodi. Partiamo da questa considerazione per indicare quello che sembra il nuovo “male oscuro” che grava all’interno dell’Unione Europea. Come tutti sappiamo i “sovranisti” non hanno vinto,ma neppure gli altri possono veramente cantar vittoria dopo le elezioni del26 maggio e,alla fine,la vecchia coalizione tra i Popolari e Socialdemocratici,è stata costretta ad allargarsi ai Verdi e ai Liberali. Come interpretare tutto questo? Sembra un segnale di difficoltà da sottolineare :per la prima volta a capo della Commissione ci và un tedesco,si prende la responsabilità diretta della politica europea,senza teleguidare attraverso un amico fidato. Nel frattempo il neogollista Emmanuel Macron,lo sposo bambino,si prende attraverso Lagarde la B.C.E. orfana di Mario Draghi. Lasciando al palo Jans Weidmann,uno dei falchi della austerità. Ma neanche Macron potrà fare i salti di gioia con la situazione interna che si ritrova. Più che un’intesa franco-tedesca sembra un accordo accompagnato da un braccio di ferro tra due potenze con difficoltà interne. Tutto questo può significare che l’Europa è ritornata ad essere un’incognita. E’ vero,alcuni Paesi sono tornati a crescere,ma in Grecia non c’è stato quel ringraziamento elettorale che a Bruxelles e Tpiras speravano. Risulta più preoccupante che all’interno dell’Unione vi  siano due grandi Paesi manufatturieri,l’Italia e la Germania,che sono in coda alla classifica per crescita,con l’Italia praticamente ferma da anni. A conti fatti,guardando i numeri ,l’economia tedesca,che è basata soprattutto sulle esportazioni,occupa il penultimo vagone merci del continente. L’Italia,è bene ricordarlo,occupa l’ultimo. La Germania è la nuova ammalata d’Europa,anche se noi veniamo da cinque anni terribili per la nostra economia,coincisi con gli ultimi tre governi a trazione PD. I prossimi mesi serviranno a comprendere esattamente quello che potrebbe accadere,o già sta accadendo a nostra insaputa. Se gli USA imponessero,nel prossimo autunno,nuovi dazi alle vendite di auto straniere  sul loro territorio,la già difficile situazione di una grande industria come la B.M.W,subirebbe ulteriori contraccolpi. E l’incognita Europa è a portata di mano. Se la Germania non ride,noi rischiamo il sedere. Qualcuno avverta la che a votare ci vanno ANCHE i magistrati e non SOLTANTO loro. Gli italiani tengano conto di quest’ultimo mio pensiero ad alta voce.Governanti svegliatevi,diversamente fateci tornare al voto. Questo sarebbe il male minore,contrariamente a quello che pensa il presidente Mattarella.

Aldo A.

 

Un commento su “L’Europa al bivio”

  1. Il renziano Gozi estato nominato responsabile degli Affari Europei del governo Macron. Cosa di indicibile ha combinato per meritarsi tale premio ?

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