La maggior parte dei vaccinati ha micro coaguli e non lo sa.

La maggior parte dei vaccinati ha micro coauguli nei capillari e non lo sa

Marcello Pamio

In una singola dose di vaccino Moderna ci sono 40 trilioni di molecole di RNA messaggero. Un quarto di queste cellule rimarrà nel braccio inoculato, ma i tre quarti entreranno nel sistema linfatico e nel flusso sanguigno. Quando una sostanza è in circolo le cellule che possono assorbirla sono quelle intorno ai vasi sanguigni (endotelio vascolare), e il luogo dove avviene questo è nei capillari! In questi piccolissimi vasi il sangue scorre più lentamente. I pacchetti di geni si aprono e il corpo inizia a mettersi al lavoro leggendo le istruzioni scritte e producendo trilioni di proteine Spike.
Lo scopo della Spike è che il corpo possa riconoscerla come proteine estranea per produrre anticorpi contro essa. Ma qui arriva il problema enorme:

quei frammenti genici verranno inglobati dalle pareti dell’endotelio, ma i vasi normalmente sono lisci per far scorrere meglio il sangue. Dopo il vaccino invece avranno piccoli pezzetti appuntiti sporgenti.

In simili condizioni è assolutamente inevitabile che si formino dei coaguli di sangue, perché le piastrine circolando continuamente alla ricerca di vasi infiammati, non appena ne trovano uno creano un coagulo!

I coaguli a livello capillare sono microscopici e disseminati, e non si possono vedere con gli esami tradizionali (Tac, Risonanza, ecc.) solo un test chiamato D-Dimero è in grado di stabilire questa condizione pericolosissima.

Quindi la maggior parte delle persone sta sviluppando coaguli di sangue senza saperlo!

Questi vaccini stanno creando danni permanenti, ma il peggio deve ancora venire, perché ci sono alcuni tessuti nel corpo come intestino, fegato e reni che possono rigenerarsi abbastanza bene, ma altri come cervello, midollo spinale, muscolo cardiaco e polmoni, no! Una volta danneggiati il danno sarà permanente. I giovani che si stanno ammalando di miocardite a causa di queste iniezioni avranno il cuore definitivamente danneggiato.

E con ogni successiva iniezione i danni si sommano…

Cosa accadrà nei prossimi mesi o anni? Perché nessuno parla e denuncia? Dove cazzo sono i medici? Tutti venduti o impauriti?

Il dottor Charles Hoffe è un medico di Lytton in Canada. A luglio 2021 la cittadina dove lavorava è stata distrutta da un violento incendio perdendo completamente il suo studio privato dove analizzava i dati del test D-Dimero. Stava raccogliendo e analizzando dati inquietanti sulla condizione di salute dei vaccinati.

Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre,
ma non potete ingannare tutti per sempre
Abraham Lincoln

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Ecco il farmaco anti-covid…….

Ecco il farmaco anti-Covid. E le azioni Merck schizzano

Marcello Pamio

I media ne parlano positivamente. E se gli zerbini del potere accendono i riflettori, invece di scaricare una betoniera di merda, significa solo una cosa: la propaganda per gli encefali è iniziata.
Veniamo alla notizia: secondo la casa farmaceutica MSD (MercK Sharp Dome) il farmaco antivirale Molnupiravir dimezzerebbe il rischio di morte e ricovero di pazienti Covid non vaccinati.
Si tratta di una pillola da somministrare per via orale, quattro al giorno per cinque giorni e avrebbe la capacità di impedire al coronavirus di replicarsi, riducendo la sua circolazione nell’organismo e aiutando il sistema immunitario a tenerlo sotto controllo. Detta così sembra la manna dal cielo.

Merck aveva avviato da qualche mese i test clinici per verificare sicurezza ed efficacia e questi sono stati interrotti per passare subito all’autorizzazione di emergenza per manifesta superiorità del farmaco rispetto il placebo. Addirittura Anthony Fauci, consulente della Casa Bianca per la pandemia, ha parlato di «risultati impressionanti». Come impressionante è curva delle azioni della Merck, che il giorno delle dichiarazioni hanno visto una crescita verticale

Venerdì 1 ottobre 2021 le azioni sono schizzate

La cura Molnupiravir costerà la bellezza di 700 dollari a paziente!

Il governo statunitense ha già ordinato alla Merck 1,7 milioni di trattamenti, per un totale di 1,2 miliardi di dollari.

Il costo è altissimo ma comunque tre volte inferiore rispetto agli anticorpi monoclonali (il vero ed enorme business). I vaccini invece costano troppo poco e sono molto più rognosi da effettuare: una pillola invece è la soluzione ideale.

I sieri genici hanno avuto la funzione geniale di far penetrare nel corpo di miliardi di persone sostanze molto utili al Sistema…

Quindi i giochi sono già fatti? La direzione indica che i vaccini hanno le ore contate?
Manterranno sicuramente la punturina annuale per i sudditi impauriti, al posto del desueto anti-influenzale, ma poi per bocca farmaci a gogò…

Perché l’uomo deve essere “curato” sempre, quando è malato ma soprattutto quando è sano. D’altronde uno dei direttori storici della Merck lo ha detto esplicitamente:

“Il mio sogno è fare farmaci per le persone sane.Questo ci permetterebbe di venderli a chiunque”

Henry Gadsden, CEO Merck

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Fango sul metodo Di Bella…..

Fango sul Metodo Di Bella: gli odiatori scatenati

Marcello Pamio
Pubblico integralmente la lettera scritta dalla Società Cooperativa Spiga d’Oro di Treviso per fare chiarezza nel caso della cara Lucia scomparsa da poco.
Portare un po’ di Luce nella Tenebra è non solo doveroso ma sacrosanto per l’onore della Verità e soprattutto per la sua memoria.
I giornalisti, stipendiati e controllati dall’editore cercano solo di vendere giornali, perché più vendi, più soldi fanno gli azionisti e più sicuro sarà il tuo contratto di lavoro. Poco importa se per fare questo “lavoro” devi vendere l’anima al diavolo e piegarti supinamente alle direttive redazionali.

Lo scopo è lavorare: tengo famiglia” è il pensiero che vortica nei cervelli dei pennivendoli. Ebbene anche Lucia teneva una famiglia. E la famiglia ha deciso di precisare alcune cosette ai “venditori di fumo” e agli “odiatori seriali”.
Io ricordo solo che il Sistema sta per crollare e quando avverrà vi trascinerà negli inferi…
Posto ideale per chi porta avanti una logica demenziale come questa: Se una persona col cancro muore dopo le cure ufficiali è morta di cancro. Se una persona col cancro muore dopo le cure non riconosciute, allora è morta per le terapie.

Questa non è proprio logica, è più demenza senile. Eppure siete pagati per sostenere simili idiozie. Come mai non applicate il vostro metro di giudizio alle 500 persone che ogni giorno muoiono in Italia per cancro, nonostante (io direi per colpa) delle terapie oncologiche ufficiali?
Se non lo fate allora per voi ci sono morti di serie A e morti di serie B! Se muori dopo la chemio, cioè dopo il veleno iniettato in vena fai parte della serie A; se invece muori dopo melatonina e somatostatina allora meriti di retrocedere in serie B, e tale cura deve essere espulsa dal campo.
Concludo dicendo che la storia sarà l’arbitro che giudicherà il vostro operato

Grazie Lucia
Marcello Pamio

Egregi clienti,
come Spiga d’Oro soc coop vogliamo fare chiarezza sugli articoli non veritieri apparsi su alcuni quotidiani locali in merito alla vicenda della nostra cara collega Lucia, mancata pochi giorni prima dopo una lunga malattia.
La non veridicità di tali articoli, apparsi subito strumentali, alla diffamazione della terapia Di Bella, trova incontro nelle parole del marito che qui alleghiamo, per giustizia alla cara memoria di Lucia, che ha lottato coraggiosamente e dignitosamente per 4 anni.
Un forte ringraziamento va a tutti i clienti che hanno manifestato la loro solidarietà in un momento così triste, siete stati tantissimi!!!
Grazie

Fango sul Metodo Di Bella, odiatori scatenati.
E il marito di una paziente deceduta difende la cura
«Voglio ristabilire la verità. Lo devo a mia moglie».

M.M. da una settimana ha perso la moglie. Gliel’ha strappata un cancro all’ovaio. Un tumore che la scienza classifica tra i più terribili e insidiosi. L.C. aveva scoperto la malattia nei primi mesi del 2017. Inizialmente aveva seguito i protocolli oncologici e soltanto all’inizio del 2020 si era affidata alla terapia Di Bella. Per un anno e mezzo aveva seguito scrupolosamente il protocollo del professor Luigi Di Bella portato avanti dal figlio Giuseppe. Appuntamenti, controlli, cure. Poi il peggioramento e la fine. Ed ecco che la sua morte fa subito notizia e diventa un pretesto per screditare ancora una volta la terapia. La sua storia finisce sui giornali. Ma il marito non ci sta e puntualizza: «Hanno strumentalizzato la sua morte. Mia moglie si è affidata al Metodo Di Bella solo dopo un lungo percorso terapeutico fatto di interventi chirurgici e chemioterapia. La terapia del professor Di Bella? Le ha regalato un anno e mezzo di vita normale». M.M. spiega: «Hanno scritto che si era affidata sin dall’inizio alla terapia Di Bella e che la cura non ha funzionato. Non è assolutamente vero. Tutto ciò è profondamente ingiusto».

La testimonianza del marito
Poi racconta quello che è accaduto. «Mia moglie era stata operata di cancro ovarico nel marzo del 2017. Proposta la chemio aveva fatto inizialmente sei cicli fino al settembre dello stesso anno. Poi aveva continuato una terapia di mantenimento, ma non aveva portato i risultati sperati. A marzo del 2018 le avevano consigliato altri sei cicli di terapia che mia moglie aveva seguito fino al dicembre dello stesso anno. La malattia si era stabilizzata. Verso la fine del 2019 il tumore era ricomparso. A quel punto mia moglie non aveva voluto proseguire il percorso convenzionale. “Dopo due cicli non ce la faccio più. Non funziona”, mi aveva detto… ».

Il percorso con il MDB

M.M. è un fiume in piena. «Voleva trovare qualcosa di diverso – racconta – Aveva cominciato a documentarsi, a cercare una terapia alternativa che avesse fondamento scientifico. Ed ecco perché poi la decisione di affidarsi alla cura Di Bella. Voleva vivere e lottava senza abbattersi mai. E così scoperta la terapia Di Bella nel dicembre 2019 c’era stato l’incontro con il dottor Giuseppe Di Bella». E poi ancora. «Ricordo esattamente cosa aveva detto il dottor Di Bella: “Questa è una brutta bestia, dobbiamo cercare di tenerla a bada”. Da quel momento mia moglie aveva seguito attentamente tutta la cura fino a giugno di quest’anno. Mi preme sottolineare che con questa terapia ha avuto una qualità di vita decisamente migliore. La cura ha mantenuto stabile la malattia e reso migliori le sue condizioni di vita. Poi gli esami a febbraio di quest’anno hanno mostrato che la malattia aveva ripreso il suo corso. A maggio la situazione è peggiorata. Il resto della storia la conosce».

Il ringraziamento al dottor Di Bella
Le sue ultime parole sono di ringraziamento al dottor Di Bella. «Lo ringrazio per il lavoro che ha fatto e per il sostegno del suo staff nel dare una speranza di vita a mia moglie. Mi dispiace per quanto scritto da alcuni giornali. È un atto deplorevole».

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Gli innocui sieri genici……

Gli innocui sieri genici e il rischio aborti e sterilità

Marcello Pamio

Per comprendere quello che vaccini e farmaci possono causare in gravidanza, è fondamentale entrare nel magico mondo della Vita, cioè nella stupefacente alchimia che giorno dopo giorno – in circa 10 lune – avviene nel grembo di una donna…

Ovuli
Verso la metà del ciclo mestruale (in teoria il 14mo giorno dei 28 del mese lunare) un follicolo di Graaf maturo che contiene l’ovulo, si approssima alla superficie dell’ovaio e aumenta di grandezza per azione di due ormoni: il follicolo stimolante (FSH) e l’ormone luteinizzante (LH).
Sotto questo stimolo viene completata la divisione meiotica e viene espulso il cosidetto primo corpo polare. In questo stato il follicolo va verso la superficie dell’ovaio.
Dopo 28-36 ore dal picco del LH avviene la rottura del follicolo e l’espulsione dell’ovulo. Questa fase conosciuta da tutte le donne si chiama ovulazione.
L’ovulo viene raccolto dalle Tube di Fallopio. Nel corso di 3-4 giorni viene trasportato verso l’utero e se non avviene la fecondazione l’ovulo degenera per essere fagocitato ed espulso.
La fecondazione vera e propria però non avviene nell’utero, ma nelle tube, dette non a caso “luogo d’incontro”.

Spermatozoi
Nell’uomo invece dopo la spermiogenesi gli spermatozoi si accumulano nell’epididimo dove acquisiscono la maturità biochimica per essere in grado di fecondare l’ovulo. Qui passano all’incirca 12 giorni.
Nella eiaculazione gli spermatozoi si riversano nel dotto deferente e si mescolano con la secrezione delle vescicole seminali e della prostata. Lo scopo è basilare: una secrezione altamente basica ricca di zucchero come fruttosio per nutrire gli spermatozoi da una parte e proteggerli dall’ambiente estremamente acido della vagina dall’altra.

Nella copula, il seme si deposita nella parte anteriore della vagina la cui mucosa è acida ad azione battericida (batteri acidofili, ecc.). Il liquido seminale a carattere alcalino protegge gli spermatozoi da questo ambiente ostile, dando loro il tempo di guadagnare il collo uterino dove incontrano un ambiente ottimale per la loro motilità con un pH tra 6 e 6,5.

Fecondazione
La fecondazione avviene nel terzo superiore della Tuba di Fallopio che ha captato l’ovulo.
Comincia con la penetrazione dello spermatozoo nella corona radiata. Lo spermatozoo non entra perché è il più veloce ed è arrivato per primo, o perché è il più furbo: è l’ovulo stesso a decidere chi e soprattutto quando. Le motivazioni molto probabilmente non sono al nostro livello, ma risiedono nei mondi spirituali…
Quindi, dopo la fusione della membrana plasmatica dello spermatozoo con quella dell’ovocita, il gamete maschile penetra nel citoplasma e conclude la divisione meiotica formando il secondo corpo polare.

Una volta che l’ovulo è stato fecondato, deve essere evitata la polispermia o che un altro gamete maschile entri e per questo la natura ha contemplato due tipi di blocco: uno rapido che consiste in un cambio del potenziale della membrana a 2-3 secondi dalla fecondazione e dura cinque minuti. Uno lento che presuppone la fusione dei granuli corticali prossimi alla membrana interna all’ovocita, per formare uno strato isolante che impedisce la penetrazione di più spermatozoi.

Impianto
Dopo la fecondazione, comincia la prima tappa dello sviluppo embrionario. Dopo tre giorni di divisioni si giunge ad un stato di 16 cellule compatte che riceve il nome di morula.
Al quarto giorno di gestazione e dopo un processo nel quale interviene la pompa del Na+ e K+ dei blastomeri si produce una entrata di acqua all’interno della morula che genera una cavità chiamata blastocele. Questo stadio si conosce con il nome di blastocisti e siamo nel quinto giorno dopo la fecondazione.
Uno strato esterno di cellule che produrrà il trofoblasto che a sua volta darà la placenta e una massa cellulare interna che sarà l’embrione.

6 giorni dopo la fecondazione avviene il vero e proprio impianto nella mucosa uterina (endometrio) della madre. In pratica le cellule del trofoblasto sono quelle che si introducono nella mucosa grazie alla produzione di enzimi proteolitici che si fanno largo nell’endometrio.
A partire dall’ 8° giorno l’embrione è completamente impiantato nell’utero della madre e le cellule sono totipotenti e senza differenziazioni. Ora comincia la prima differenziazione…

Il sinciziotrofoblasta produce Gonadotropina corionica, un ormone che impedisce la degenerazione del corpo luteo fino al 4° mese di gravidanza. Il corpo luteo secerne il progesterone necessario per mantenere l’endometrio in condizione di poter mantenere la gravidanza. Cosa questa fondamentale per la vita e la prosecuzione della specie.

A partire dal quarto mese sono le cellule del trofoblasto che producono il progesterone.
Qualsiasi trattamento che provoca l’inattivazione del corpo luteo prima del 4° mese produrrà un aborto. Verso il 9° giorno, si produce una membrana di cellule che vanno a rivestire la strato interno del citotrofoblasta, la cavità esocelomica, dando luogo al futuro sacco vitellino.
Verso l’11-12° giorno di sviluppo, la blastocisti si approfondisce nella parete uterina e le cellule del sinciziotrofoblasto cominciano a infiltrarsi di più nella mucosa uterina e grazie ad un intenso processo di angiogenesi il sangue materno comincia a fluire nel sistema trofoblastico: è l’inizio della circolazione uteroplacentare.

Verso il 13° giorno di sviluppo l’endometrio è completamente cicatrizzato, tuttavia a volte c’è una emorragia nel sito di impianto come conseguenza dell’aumento del flusso sanguigno nella circolazione uteroplacentare. Dato che questa emorragia si produce verso il ventottesimo giorno del ciclo mestruale, può confondersi con una mestruazione normale e causare equivoci nel calcolo del giorno del parto.

Quanto appena detto non rende minimamente giustizia alla magia della Vita, ma è più che sufficiente per comprendere i rischi enormi che si corrono quando si interagisce in questo periodo.

Vaccini, infertilità e aborti
Il 17 giugno 2021 il New England Journal of Medicine pubblica lo studio: “Preliminary Findings of mRNA Covid-19 Vaccine Safety in Pregnant Persons” (“Risultati preliminari della sicurezza del vaccino mRNA Covid-19 nelle donne incinte”).

I media mainstream (megafoni della dittatura) ci dicono che i vaccini in gravidanza sono sicurissimi, mentre il NEJM afferma che “i dati sulla loro sicurezza in gravidanza sono limitati”.
Come la mettiamo?

Lo studio ha analizzato i dati dal 14 dicembre 2020 al 28 febbraio 2021 del sistema di sorveglianza “V-safe” e del “Vaccine Adverse Event Reporting System” (VAERS), per verificare la sicurezza dei vaccini a mRNA nelle donne gravide.
Hanno partecipato un totale di 35.691 donne incinte di età compresa tra 16 e 54 anni.
Tra le 3.958 partecipanti arruolate nel registro V-safe: 827 hanno avuto una gravidanza completata di cui 115 (13,9%) un aborto e 712 (86,1%) un parto vivo. Già questi dati dicono che un rischio c’è, ma le segnalazioni al VAERS sono ancora più inquietanti: “tra i 221 eventi avversi correlati alla gravidanza l’evento riportato più frequentemente è stato l’aborto spontaneo: 46 casi”!

Quindi stando ai due sistemi di registrazione gli aborti interessano il 13,9% secondo V-safe e addirittura il 20,8% secondo il VAERS.

Dai dati pubblicati 1 donna su 5 rischia di perdere la creatura che porta in grembo a causa dei sieri genici.

Purtroppo per tutti noi questi dati molto preoccupanti in realtà sono ancor più seri perché è risaputo che le segnalazioni di reazioni avverse vengono fatte dall’1 al 10% dei casi. Il numero quindi reale di aborti indotti dai farmaci è molto, molto più alto!

Sincitina
Non è tutto, perché c’è un altro enorme problema che dovrebbe interessare le future mamme…
I cosiddetti vaccini COVID-19 trasportano la proteina spike del virus SARS-CoV-2 come presunto antigene per attivare la risposta immunitaria. Quindi il siero servirebbe da attivatore del sistema immunitario nei confronti di questa proteina. La spike condivide però un’elevata somiglianza genetica e proteica con due proteine umane: Sincitina-1 e Sincitina-2.

Le sincitine sono proteine che mediano la fusione tra le cellule (formando i cosiddetti sincizi, da cui il nome stesso) che costituiscono lo strato esterno della placenta e hanno proprietà immunosoppressive.
Le sincitine sono espresse fisiologicamente durante la gravidanza: intervengono nello sviluppo della placenta, nel differenziamento dei trofoblasti, nell’impianto dell’embrione nell’utero materno e nell’immunosoppressione del sistema immunitario della madre per prevenire il rigetto allogenico dell’embrione. Infatti la Sincitina-2 (non la 1) rende il feto invisibile al sistema immunitario della madre, prevenendo così il rigetto, poiché l’embrione è un unico essere umano irripetibile, geneticamente diverso dalla madre e quindi potenzialmente pericoloso per il sistema immunitario!

A causa della somiglianza tra le sincitine e la proteina spike le risposte anticorpali indotte dal siero genico potrebbero innescare una reazione crociata contro le prime, causando effetti collaterali allergici, citotossici e/o autoimmuni che interessano sia la salute umana che la delicatissima fase della riproduzione.

Oggi è risaputo che i sieri a mRNA possono modificare il DNA umano attraverso il meccanismo del silenziamento genico. Quindi il rischio è che il gene della Sincitina potrebbe essere messo a tacere.
Quando la quantità di questa proteina diminuisce si possono verificare gravissimi difetti nella placenta, scarsa differenziazione del trofoblasto umano e conseguente perdita della gestazione.
Se quanto detto è vero stiamo rischiando l’infertilità delle giovani donne che oggi si fanno inoculare il siero magico.

Conclusione
Stanno giocando con il fuoco. Col camice bianco si credono dio e manipolano la catena della Vita.
Ma questi sieri genici sperimentali potrebbero influenzare negativamente la fertilità umana a causa dell’elevata somiglianza tra le sincitine e la proteina spike!

Se gli anticorpi generati dai sieri anti COVID-19 riconoscessero le sincitine umane come le spike sarebbero bloccate e neutralizzate rendendole incapaci di svolgere la loro funzione e impedendo de facto l’impianto dell’embrione.

Risultato? Oltre agli aborti (poco) “spontanei”, nel giro di poco tempo dall’inoculo, verrebbe messa a rischio la futura fertilità delle giovani donne.

 

New England Journal of Medicine
Preliminary Findings of mRNA Covid-19 Vaccine Safety in Pregnant Persons”
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/nejmoa2104983

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