La Guardia di Finanza di Macerata ha effettuato un maxi sequestro di beni riconducibili alle aziende del Gruppo Ceroni,per presunta frode fiscale. L’operazione ha visto impegnati congiuntamente il nucleo di Polizia Tributaria di Macerata e la Compagnia dei Carabinieri di Civitanova Marche,che su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Macerata e la Compagnia dei Carabinieri di Civitanova Marche,che su disposizione del G.i.p. del Tribunale di Macerata,hanno sottoposto a sequestro i beni mobili e immobili,tra cui un noto bar di Macerata,distributori di carburanti,quote societarie,nonché locali commerciali e disponibilità economiche in conti bancari. Il tutto per un valore complessivo presunto delle imposte evase di circa 8,3 milioni di euro. Le indagini di Polizia Tributaria e giudiziaria hanno consentito di procedere nei confronti di dieci persone per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale.In particolare alla falsa fatturazione per operazioni del tutto inesistenti,omessa dichiarazione e occultamento o distruzione di scritture contabili,sino ad arrivare all’indebita compensazione. A finire sotto la lente di ingrandimento delle Fiamme Gialle sono state le imprese riconducibili all’imprenditore Cerolini Giuseppe,in particolare la EFFEMME S.r.l. società al cui interno annovera svariate attività commerciali,quali distributori di carburanti,noti Bar e ristoranti. Quest’ultimi proseguiranno regolarmente le loro attività commerciale,con la sola differenza che la gestione sarà curata da un soggetto esterno nominato dal tribunale. Una bella amministrazione controllata che in linea teorica non dovrebbe avere ripercussioni per i lavoratori dipendenti e fornitori. In precedenza i finanzieri del Comando Provinciale di Macerata avevano eseguito un primo decreto di sequestro,confermato dal Tribunale del riesame,per altri similari capi di imputazione,successivamente venuti alla luce,per un complessivo di evasione superiore ai tredici milioni di euro. In questo caso il pur ostacolato lavoro investigativo delle Fiamme Gialle,dovuta alla frammentarietà della documentazione contabile,distrutta od occultata,ha consentito di ricostruire l’impianto contabile ed i reali introiti . Risolutiva,per l’esatta ricostruzione dei movimenti contabili,è stato il mezzo di pagamento. Il modus operandi era essenzialmente basato sul massiccio ricorso all’emissione e/o utilizzo di fatture per operazioni del tutto inesistenti,con la “costruzione” di falsi crediti I.V.A. .Di conseguenza il G.I.P. del Tribunale di Macerata,accogliendo la richiesta formulata dal competente Sostituto Procuratore,ha emesso un decreto di sequestro preventivo per un controvalore di 8,3 milioni di euro,costituiti da immobili riconducibili agli indagati. L’esecuzione del provvedimento ha portato sequestro di undici tra immobili e terreni,nove società di capitale e una individuale,una macelleria,una pizzeria,cinque bar,quattro distributori di carburante,un centro estetico,sedici veicoli. Rientrano in questo lunghissimo quanto parziale elenco,una caffetteria nel centro storico di Macerata e vari ristoranti e bar presenti nel salotto buono di Macerata. L’elenco è ancora lungo e le città interessate al sequestro non sono da meno: Le province di Macerata,Ancona,Fermo,Foggia,Firenze,Prato,Crotone,Roma,Terni,Ravenna e Chieti. Partendo da una “normale” storia di frode siamo arrivati ad una colossale evasione fiscale i cui confini non sono stati del tutto esplorati. Da questo punto dobbiamo necessariamente partire. Dalla repressione senza sconti,dall’eliminazione dei condoni e dello sconto della pena ,sostituiti dalla costruzione di nuovi carceri. E’ l’onesto a dover essere premiato e non il delinquente con lo sconto incorporato. Chi persevera deve vedersi moltiplicare la pena.E poi facciamoli lavorare per davvero, per ripagare quanto speso dallo Stato per la loro custodia e mantenimento,complessivo dei costi del personale e delle spese vive. E’ l’onestà che deve pagare.
Aldo A.
