Sognando la Luna

L’incidente ferroviario del 6 febbraio di quest’anno sulla linea Alta velocità,nei pressi di Ospedaletto Lodigiano,pone interrogativi a tutti noi sulla sicurezza ferroviaria,in particolare quella dell’Alta velocità. Certamente la sicurezza assoluta non esiste,ma si dovrebbe fare tutti gli sforzi possibili in questa direzione. Nel deragliamento avvenuto sulla linea A.V. tra Milano e Bologna si è invece tornati di “errore umano”. Parrebbe,dalle prime dichiarazioni ricevute,che uno scambio non sia stato posizionato correttamente dopo un’intervento tecnico notturno. La prassi vuole che ,dopo il passaggio dell’ultimo treno previsto,il dirigente operativo che ha la responsabilità della circolazione e della sicurezza,autorizzi gli addetti alla manutenzione ad interrompere il tratto di linea interessato,per potervi accedere con i propri mezzi di servizio. Da quanto risulta,a Ospedaletto,era necessario svincolare uno scambio di accesso all’area di servizio,solitamente bloccato,per consentire il passaggio dei treni alla massima velocità . Al termine dei lavori gli operatori avrebbero dovuto bloccare lo scambio,posizionandolo nella posizione corretta. Oggi i sistemi di sicurezza nella circolazione dei treni sono estremamente sofisticati e,teoricamente,dovrebbero eliminare la possibilità di errore umano e scongiurare ogni pericolo,sia per gli utenti che fruiscono del servizio,sia per il personale tecnico. Il passaggio di un treno è subordinato ad una lunga serie di adempimenti con apparecchiature elettroniche ed informatiche. Certamente rimangono i rischi dovuti all’usura dei veicoli,come nel caso di Viareggio,o delle rotaie,come nel caso di Pioltello,ma stridono stridono sulle più curate linee dell’Alta velocità,dove i controlli dovrebbero essere più attenti e assidui. Risulta quindi incredibile che una linea A.V. così importante abbia apparecchiature,come nel caso dello scambio di Ospedaletto Lodigiano,in cui la sicurezza è devoluta al solo controllo umano. Senza ulteriori controlli automatici che evitino dimenticanze pericolose. Nei momenti in cui vengono effettuate le interruzioni per la manutenzione,la concitazione è molto alta, vi sono in ballo grandi e gravi responsabilità sull’efficacia delle operazioni tecniche che devono essere portate a compimento,c’è l’ansia di non terminare nei tempi previsti i lavori programmati nei tempi concessi,c’è il timore di malintesi. Gli esseri umani non sono automi. Esempi di gravi incidenti dovuti ad “errori umani” ,cioè alla mancanza di strumenti idonei alla sicurezza,sono stati quello del 12 gennaio 1993,quando un “Pendolino” ,un treno dell’Alta velocità dell’epoca,deragliò a Piacenza,e c’è quello del 24 luglio 2013,in Spagna,quando un  treno A.V. deragliò a Santiago.A chi attribuire la scelta di affidare un ulteriore controllo degli apparati di sicurezza senza un ulteriore controllo,come nel caso di Ospedaletto ? Se lo scambio che ha fatto deragliare il treno fosse stato assoggettato a controlli automatici della posizione,come la quasi totalità degli scambi presenti nelle stazioni,l’incidente e la tragica morte dei due macchinisti si sarebbe potuta evitare. Dopo la formula  auto-assolutoria dei vertici delle Ferrovie, che hanno già portato avanti anche dopo la strage di Viareggio,si è dimostrata falsa,si correrà ai ripari una volta per tutte ? No. Mentre ancora accadono assurdi incidenti ferroviari da Paese del terzo mondo,i vertici delle ferrovie vogliono il treno a levitazione magnetica passiva,capace  di viaggiare ad una velocità di 1.223 km/h,e per questo hanno in cantiere dodici progetti in avanzata progettazione. Come dire che vogliono la Luna ma non vogliono spendere in sicurezza . Quella stessa sicurezza che avrebbe evitato la morte di due onesti lavoratori e le lacrime dei loro congiunti.

Aldo A.

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