Quello che non dicono

Nel secondo trimestre del 2020 il Prodotto Interno Lordo,espresso in valori concatenati  con l’anno 2015,corretto per gli effetti di calendario e delle stagioni,è diminuito del 13 per cento rispetto al trimestre precedente,e del 18 per cento nei confronti del secondo trimestre del 2019. Lo rende noto l’ISTAT diffondendo i dati dei “Conti economici trimestrali,PIL,Valore aggiunto,Consumi,Investimenti,Domanda Estera”,relativi al secondo trimestre 2020″. “I dati del PIL diffusi il 31 agosto 2020 avevano registrato cali del 12,8 per cento in termini congiunturali e del 17,7 per cento in termini tendenziali”,spiega l’Istituto di ricerca,sottolineando che “il secondo trimestre 2020 ha avuto una giornata lavorativa in meno,sia rispetto al trimestre precedente,sia rispetto al secondo trimestre del 2019. La variazione acquisita per il 2020 è pari ad un calo del 14,8 per cento”. Stando ai dati diffusi,rispetto al trimestre precedente,tutti i principali aggregati della domanda interna sono in diminuzione,con cali dell’8,5 per cento dei consumi finali nazionali e del 16,2 per cento degli investimenti fissi lordi. Le importazioni e le esportazioni sono diminuite rispettivamente del 20,6 e del 26,4 per cento. La domanda nazionale,al netto delle scorte,ha contribuito per un calo del 9,6 per cento ,con una contrazione di PIL del 6,8  per cento dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni sociali private,del 2,9 per cento degli investimenti fissi lordi ,e un aumento dello 0,1 per cento della Pubblica Amministrazione. Anche la variazione delle scorte e la Domanda estera netta hanno contribuito negativamente alla variazione del PIL ,rispettivamente per una decrescita del PIL,rispettivamente per una flessione dell’1,2 per cento e 2,3 per cento. Si registrano andamenti congiunturali negativi in tutti i principali comparti produttivi. Con l’Agricoltura,Industria e Servizi  diminuiti rispettivamente del 3,7 ,20,5 e 11,3 per cento. Una domanda si pone urgente: quanto della grave crisi economica è dovuta alla Pandemia e quanto alla cattiva gestione della Cosa pubblica,come il sistema MO.S.E.  di Venezia,per il quale ci sono voluti decenni ed una somma spropositata e una gestione altrettanto dispendiosa ?

A voi la risposta.

Aldo A.

 

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