Quando il razzismo è nero

Questa è una notizia che facilmente  scatenerà l’indignazione di   quei militanti di sinistra,di  quelli che vedono il razzismo soltanto quando quando viene coinvolto un uomo od una donna di pelle bianca.In Africa la pandemia da Coronavirus sta scatenando fenomeni di razzismo verso i cittadini europei e cinesi. E non stiamo parlando di casi isolati,ma di vere e proprie aggressioni e violenze organizzate prodotte in diversi Stati  del continente. Dal Kenya al Sudafrica passando per l’Etiopia. E tutto questo accade mentre nel continente africano sono saliti ad 805 il numero dei contagi confermati. Secondo quanto riferisce la piattaforma Covid 19-Africa,il Paese con il più alto numero di contagi   è l’Egitto con 256 casi positivi,seguiti dal Sudafrica con 151,Algeria 90,Marocco 63,Tunisia 39,Senegal 38,Burkina Faso 33,Repubblica Democratica del Congo e Camerun con 14,Nigeria 12,Ruanda 11,Costa d’avorio,Ghana e Togo 9,Kenya 7,Etiopia,Tanzania e Seychelles 6,Guinea equatoriale 4,Gabon,Namibia e Mauritius 3,Zambia,Guinea,Liberia,Mauritania e Benin 2,Repubblica del Congo,Repubblica Centroafricana,Gabon,Sudan,Eswatin,Benin,Somalia,Gambia,Niger e               Capo Verde 1. Per un totale di 21 decessi  e 72 guariti. I dati sono aggiornati a circa due settimane or sono. Con l’aumento dei casi positivi al Covid-19 crescono anche le tensioni e la xenofobia,soprattutto in Paesi come l’Etiopia. L’ambasciata degli Stati Uniti in Etiopia,riporta l’agenzia stampa Nova, ha condannato le aggressioni avvenute nei confronti di cittadini stranieri sospettati di essere positivi al Coronavirus. In una nota pubblicata sul sito web della rappresentanza diplomatica statunitense ,questa si è detta preoccupata per il “sentimento xenofobo” scaturito dalla conferma dei primi casi di contagio nel Paese. “Ci sono state segnalate molestie e aggressioni direttamente collegate al Covid-19 da altri cittadini stranieri residenti ad Addis Abeba e in altre città dell’Etiopia. Sulla base delle testimonianze  raccolte i stranieri vengono attaccati  con pietre e sputi,oppure inseguiti  per le strade. A molti di loro viene negata la possibilità di usufruire del trasporto pubblico. Come conferma un reportage del nostro quotidiano de La Stampa,nel quale si scrive del caso di un  un professore straniero che viene assalito a colpi di pietre e costretto a fuggire nel quartiere di Bole, Una spirale di violenza alimentata da una serie di post sui social  in cui si vedevano individui occidentali fotografati per le strade della capitale etiope accusati  senza motivo di essere positivi  al coronavirus senza alcuna prova scientifica a supporto. Come riportato dal quotidiano La Stampa,a Johannesburg un autobus con decine di turisti a bordo è stato dileggiato al grido “corona,corona” ,costringendo l’autista ad abbandonare precipitosamente la zona. Come se non bastasse ,accusano gli occidentali e i bianchi sudafricani bianchi di “importare il virus ” e di diffonderlo nel Paese. Un uomo è stato picchiato a morte da un gruppo di giovani mentre rientrava a casa. L’uomo di 35 anni di età,George Kotini Hezron,stava rientrando a casa dopo una bevuta a Msambweni,un villaggio di pescatori,un luogo apprezzato dai turisti  per le sue bellissime spiagge sabbiose,quando  è stato massacrato,ucciso. L’assassino era erroneamente convinto  che fosse un infettato da  Coronavirus. Possedere un cervello non da la garanzia di saperlo usare.

Aldo A.

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