Palmiro Togliatti vs Giorgio Almirante

Nei giorni dello scandalo del nuovo stadio della Roma, tra faccendieri e politica quanto meno inadeguata quanto meno trasversale, i media di potere hanno partorito il topolino da dare in pasto al popolo pecorone. Nel nostro caso quello geograficamente romano ma dalla valenza nazionale.L’attenzione dei media si è spostata sulla decisione del Comune di Roma se intitolare o meno una strada a Giorgio Almirante capo carismatico del M.S.I. . Immediatamente è stato raggiunto l’obiettivo e per un paio,ma importanti  giorni il risultato è stato raggiunto. Roma da decenni ha intitolato un lunghissimo viale al capo carismatico del P.C.I. Palmiro Togliatti  perché mai non dovrebbe intestare una via, un vicolo, a Giorgio Almirante capo storico del Movimento Sociale Italiano ? Allo scopo ho preparato due brevi biografie, quella del già citato Giorgio Almirante e quella di Palmiro Togliatti.

Giorgio Almirante nacque a Salsomaggiore , in provincia di Parma, il 27 giugno 1914.Il padre, Mario , di origini aristocratiche molisane, era attore e direttore di scena nella compagnia artistica della famosa Eleonora Duse, nota anche per aver avuto una relazione sentimentale con lo scrittore Gabriele D’annunzio.  Giorgio Almirante trascorse i suoi primi dieci anni di vita in giro per l’Italia al seguito della compagnia teatrale. Successivamente si stabilì prima a Torino e poi a Roma. Durante l’adolescenza Almirante si avvicinò del fascismo, che nel frattempo aveva preso il potere in Italia. Il giovane si iscrisse all’associazione Giovane Universitari Fascisti e iniziò a scrivere per la rivista fascista Il Tevere.  Nel 1938, a 24 anni, fu tra i firmatari del Manifesto della Razza che fu il prologo delle leggi razziali varate dal duce Benito Mussolini. Almirante divenne poi capo redattore della rivista “La difesa della razza “. Durante la guerra fu corrispondente dal fronte libico al seguito della divisione “23 Marzo” delle Camice Nere. Dopo l’8 settembre 1943 e l’armistizio firmato dal generale Badoglio aderì alla Repubblica Sociale Italiana, regime sostenuto dalla Germania nazista e dal decaduto duce. Fu nominato capo di gabinetto del ministero della Cultura popolare. Finita la guerra, pur non essendo un ricercato, rimase in clandestinità fino al settembre 1946. Secondo alcune testimonianze, avrebbe trascorso questo periodo trovando rifugio da un amico di famiglia che a sua volta era stato nascosto da Almirante durante i rastrellamenti fascisti. Il 26 dicembre 1946, a 32 anni, Giorgio Almirante partecipò alla costituzione del Movimento Sociale Italiano (M.S.I. ) e l’anno successivo ne divenne segretario nazionale sino al 1950. Nel 1952 conobbe Assunta Stramandinoli , moglie del marchese Federico De’ Medici ,21 anni più vecchio di lei. Ebbero una figlia , Giuliana. Si sposarono nel 1969. Tornato in carica quale segretario del M.S.I. si adoperò per un rinnovamento ideologico del movimento sino ad arrivare alla dichiarazione “l’M.S.I. non è totalitario ma ritiene lo stato diverso e superiore al partito, non nostalgico ma moderno, non nazionalista ma europeista, non è conservatore-reazionario ma socialmente avanzato”. Nel 1971 il M.S.I. , sulla base di un’accordo con la D.C. , fu determinante per l’elezione  presidente della Repubblica di Giovanni Leone. Alle elezioni dell’anno successivo il movimento raggiunse il suo massimo storico, ottenendo l’8,7 per cento dei voti alla Camera e il 9,2%al Senato. E siccome in Italia siamo in democrazia  nel 1973 il Parlamento votò a favore dell’autorizzazione a procedere nei confronti di Almirante per il reato di ricostituzione del Partito Fascista. Evidentemente erano maturi i tempi del compromesso storico e lo sdoganamento del P.C.I. .Nel 1983 Giorgio Almirante fu ricevuto  per la prima volta in via formale dal presidente del Consiglio incaricato nell’ambito delle consultazioni per il varo del nuovo governo. L’anno successivo fece notizia la sua partecipazione, senza scorta e con la signora,ai funerali a Roma di Enrico Berlinguer, passando tra due ali di folla stupita, e nel silenzio più assoluto fece  le condoglianze alla famiglia e rimase in raccoglimento per alcuni minuti. Giorgio Almirante morì a Roma il 22 maggio 1988 all’età di 74 anni a seguito di una emorragia cerebrale.

Passiamo ora a Palmiro Togliatti che nacque a Genova nel 1893 in una famiglia piccolo borghese e frequentò studi regolari ed approfonditi tanto a livello liceale, quanto a livello universitario conseguendo una laurea in giurisprudenza.Fin da giovane espresse la propria simpatia per il movimento operaio socialista e, probabilmente, si iscrisse al P.S.I.  nel 1914  per uscirne l’anno successivo per una diversa valutazione data a riguardo della grande guerra. Come è noto la maggioranza dei socialisti italiani , tra cui anche Benito Mussolini, erano contrari al conflitto, contrariamente al giovane Palmiro Togliatti. Questi si avvicino alla minoranza irredentista riconducibile a Salvemini e Bissolati le cui posizioni dette “interventismo democratico” vedevano nel conflitto la quarta guerra di indipendenza, ossia l’opportunità di completare l’operazione unitaria risorgimentale  inglobando nel Regno d’Italia  i territori irredenti di Trento e Trieste, dell’Istria e della Dalmazia.Tali posizioni furono sposate anche da un’altro giovane socialista il cui percorso politico incrocerà quello di Togliatti: Antonio Gramsci.  Terminato il conflitto, per il quale si oppose anche il socialista Benito Mussolini, Togliatti rientra nelle file del Partito Socialista e va ad operare nell’ala più a sinistra e meno propensa al compromesso del vecchio P.S.I. riformista di Turati.Togliatti condanna la troppa arrendevolezza del partito verso il nascente movimento fascista che cresce sempre di più nel partito. Togliatti in questa ottica si avvicina al gruppo torinese di “Ordine Nuovo ” il cui fondatore fu Antonio Gramsci e nel congresso del P.S.I. di Livorno del 1921  fonda, insieme a Tasca, Terracini, Ravera ed altri il Partito Comunista Italiano, sposando le idee leniniste  che avevano ispirato la rivoluzione d’Ottobre 1917. Dalla deflagazione del Partito Socialista anche la marcia su Roma ed il Partito Fascista di Benito Mussolini.Nel  1927 Togliatti assume la segreteria del Partito Comunista  che manterrà sino alla sua morte avvenuta nel 1964 per un totale di 36 anni. Dopo il 25 luglio 1943 Togliatti rientra in Italia   e, con la svolta di Salerno ”  pone la fine alla questione istituzionale impegnando al massimo il partito che nel frattempo ha assunto la dizione di Partito Comunista Italiano.  Si pone l’obiettivo del “dialogo” con gli altri partiti ed in questa ottica entra nel governo quale ministro di Grazia e Giustizia dando il via a quell’epurazione sociale e fisica  dei perdenti ma non solo.Dopo la rottura del  governo dell’unità antifascista della primavera del 1947 non tornerà più al governo dell’Italia se non negli anni del compromesso storico e successivamente ma questa è un’altra storia. Resta il fatto che Togliatti è stato accusato di Stalinismo  , come non si può dimenticare la venerazione di culto da parte dei comunisti italiani i quali non vedevano l’epurazione di un popolo  che stava accadendo in Ungheria come Cecoslovacchia.La sua morte avvenuta il 21  agosto 1964  non ha evitato al P.C.I.  di governare l’Italia anche grazie all’uso politico di una certa parte maggioritaria della magistratura asservita al partito.

Ed ora torniamo a noi. E’ giusto che nella  Roma delle buche grandi come crateri Palmiro Togliatti abbia intestato un lunghissimo viale e Giorgio Almirante neanche un vicolo ? A voi la risposta.

Aldo A.

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