Mondo Rom

Lungi da me dal voler costruire campi di concentramento o campi di sterminio per rom ma la situazione gestionale è talmente drammatica in diverse città italiane, quali Roma e Firenze,per conoscenza diretta, di altre come come Milano e Napoli, per sentito dire.Quindi sono rimasto negativamente meravigliato quando sintonizzandomi sulla trasmissione televisiva “Fatti e Misfatti” ho visto Paolo Liguori  ed il suo ospite, il prof.  Pasquino , inoltrarsi in una requisitoria da caccia alle streghe nei confronti del ministro degli Interni Matteo Salvini colpevole di voler perpetuare un pericoloso censimento dei Rom residenti in Italia quale deriva antidemocratica. Noi siamo censiti, ogni nostro spostamento viene tracciato dai telefonini, notebook. Lo stato ci vessa con il suo mastodontico apparato burocratico per poi essere tempestati da richieste di cambiamento dei gestori della luce, del gas o quant’altro. Trattati da sudditi e non da cittadini. Salvini è stato chiaro quando affermava ” serve una ricognizione sui rom ” , e forse non lo ha fatto con il tratto dello statista Renzi quando proseguiva affermando ” I rom italiani purtroppo te li devi tenere in casa mentre gli stranieri  andranno espulsi”. La frase può sembrare cruda ma la Francia, come la Germania ed altri stati come l’Ungheria, pur senza fare eccessivamente pubblicità, percorrono la stessa via maestra. Ma quanto ci costano ?Quasi duecento milioni di euro dal 2012 al 2017, in media quaranta milioni l’anno. Questo è il costo del perverso sistema gestionale dei nomadi che comunque non tiene conto di altre spese quale la scolarizzazione, la sanità sino alla banale mensa scolastica. Questo è il costo di 29.435 tra Rom e Sinti, di cui 26 mila in emergenza abitativa, 516 campi (148 istituzionali e 368 abusivi) distribuiti in 87 comuni italiani. La metà di questo salato conto, un centinaio abbondati di milioni, nelle sole città di Milano, Roma e Napoli in ordine geografico. I numeri non sono del leghista Salvini ma è tratto dal rapporto dell’associazione onlus ” 21 Luglio ”  che insieme ad Istat ed A.N.C.I. , l’associazione dei Comuni Italiani, sta tentando di “fotografare” la situazione tutt’altro chiara degli insediamenti nomadi e relativi costi. Emerge che ogni rom costa agli enti pubblici una media di 1.500 euro l’anno . Oggi le baraccopoli abusive, e quindi non censite nel bilancio ufficiale che quindi abbassa il costo pro capite ed i micro-insediamenti , sono abitati per l’86% da cittadini di origine rumena, la rimanenza è a prevalenza bulgara. Solo a Roma, dove la presenza rom è stimata in circa 6.550 individui ed è la più alta nel nostro paese con il 27%, in cinque anni sono stati stanziati 60 milioni di euro solo per utenze ed erogazione dei servizi ai quali si devono aggiungere altri 9 milioni per la scolarizzazione dei minori. Ed ancora, per la sola manutenzione ordinaria degli insediamenti , 17 formali e 300 abusivi, relativi al 2017, il Campidoglio di Roma ha investito quasi 4 milioni di euro., per la precisione 3.645.000 euro.E senza tener conto degli 800 euro mese proposti per 2 anni retroattivi ad inizio anno per i “rom di buona volontà ” che decidano di abbandonare gli attuali 6 campi, nella speranza che poi non sia un semplice spostamento di facciata. Roma comunque non è sola. Torino, Napoli, per arrivare a Giuliano (Napoli), dove c’è uno dei più grandi insediamenti abusivi abitato dalla comunità rom, che ogni volta viene spostato nella  zona come un grande gioco dell’oca nel quale a rimetterci siamo noi cittadini contribuenti. Ci sono poi i centri di accoglienza per soli nomadi sfrattati, delle vere e proprie “baraccopoli istituzionali ” .  Negli ultimi 12 anni sono nati a Roma, Napoli, Guastaldo     (Reggio Emilia ). A Firenze  il problema rom è tornato alla ribalta, anche se è sempre stato grave, per una forma di autocensura dei media locali,  per il caso di Duccio Dini, 29 enne  travolto in sella ad un motorino durante un’inseguimento auto tra due bande rom rivali. Ora il sindaco di Firenze Nardella, vice del precedessore Renzi, corre ai ripari premiandoli . Nardella ha stanziato per il “Poderaccio” fondi  per le casette in legno fornite di ogni accessorio e caldaia per l’acqua calda ed il riscaldamento. Diversamente da quelle installate da Renzi nelle zone terremotate queste funzioneranno.  E come in un’terno gioco dell’oca torniamo all’inizio del siparietto messo in atto da Paolo Liguori  nella sua trasmissione televisiva ” Fatti e misfatti”  con il suo ospite, il professore di Bologna che hanno dileggiato il ministro Salvini  alla stregua di un naziskin. Il ministro Salvini parlava di Legalità  e di costi per mantenerla. Loro, i servi di due padroni, Berlusconi ed il PD, facevano semplicemente il loro lavoro di servi. L’ipotesi della Meloni,quella delle piazzole temporanee, per periodi brevi periodi inferiori al mese sarebbe la migliore perché da una parte garantirebbe loro la storica mobilità e per questo si eviterebbe loro l’odiato censimento.I  rom stanziali, che hanno avuto accesso, o l’avranno, alle case del comune in muratura o di legno, dovranno necessariamente firmare una dichiarazione liberatoria sul trattamento dei loro dati necessaria all’acquisizione dei loro dati personali e reddituali, necessari come per qualunque cittadino alla formazione della graduatoria degli aventi diritto all’alloggio stanziale, muratura o legno che sia. La carta d’identità elettronica per tutti, in rispetto alla direttiva della UE, eviterebbe la contraffazione dei dati necessari  per gli atti e le necessarie e susseguenti verifiche. Ogni cittadino è uguale all’altro per diritti e per i doveri. O no? Con buona pace dei buonisti un tanto al chilo.

Aldo A.

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