Milano-Roma e l’economia circolare

Sul finire degli anni novanta Milano non era quella splendida metropoli proiettata verso il futuro come la vediamo oggi. Aveva un problema serio,quello dell’emergenza rifiuti. Decidendo di intervenire le istituzioni locali decisero anche di investire sui termo-valorizzatori di ultima generazione. Oggi,questo modello di gestione sostenibile dei rifiuti della città è invidiato,imitato da buona parte della UE. La città di Roma è pronta ad imitare Milano e indirizzarsi verso una vera economia circolare ? Dopo la vicenda dell’ordinanza regionale che obbliga l’amministrazione capitolina a spazzare via dalle strade,neanche avessero la bacchetta magica,dopo decenni di lassismo politico-amministrativo,per farli ‘circolare’ verso altri impianti di trattamento e smaltimento della Regione Lazio e in diversi altri Paesi europei,il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il Sindaco di Roma Virginia Raggi hanno ricominciato a darsele di santa ragione. Ma questa volta di fioretto poiché nel frattempo divenuti ‘alleati’ nel governo giallo-rosso. Il motivo del contendere era,ed è,la discarica di servizio dell’area metropolitana di Roma. Infatti,la proposta del piano rifiuti 2019-2025 del 2 agosto di quest’anno punta sulla discarica e non sul termo-valorizzatore. Tra gli altri obiettivi c’è anche l’irraggiungibile obiettivo dell’incremento della raccolta differenziata,mai partita realmente,del 70 per cento entro il 2025,laddove ad oggi stime accomodanti parlano di un 44,5 per cento. Loro parlano di economia circolare laddove oggi a circolare,e molto,sono i topi che in pieno giorno possiamo vedere circolare dalle parti del Colosseo e del tanto ammirato centro storico. Su quest’ultimo obiettivo la Giunta regionale di Nicola Zingaretti  ci deve meglio spiegare cosa intende per ‘conomia circolare’. Dalle mie parti i termo-valorizzatori sono impianti ad alta tecnologia,o almeno potrebbero e dovrebbero esserlo,ad impatto zero e in grado di valorizzare i rifiuti urbani non riciclabili trasformandoli in elettricità,calore o biogas per le comunità locali e di recuperare le ceneri,prodotte dagli stessi,per realizzare i famosi sampietrini utili anche per le disastrate strade del centro storico romano. E’ il caso dello stabilimento della ex Ideal Standard di Roccasecca (Frosinone),rilevato nel 2017 e riconvertito dalla società Saxa Grestone S.p.a. ,per introdurre sul mercato una linea di prodotti innovativa :il sampietrino ecologico,realizzato con le ceneri di scarto dei termo-valorizzatori. Un prodotto che risponde pienamente al modello di economia circolare,ovvero valorizzare nell’innovazione dei processi di produzione e consumo le risorse scartate dalle diverse filiere produttive. Detto questo,possiamo ancora pensare di avere un unico termo-valorizzatore ,quello di San Vittore del Lazio,con una capacità di quasi 347 mila tonnellate l’anno? Non è sufficiente. Possiamo accettare il fatto che le tonnellate di rifiuti dei cittadini romani vadano direttamente negli impianti di termo-valorizzazione del Nord Italia e in quelli del Nord Europa,facendo così felici le comunità di quei luoghi che non solo ricevono energia gratuita,ma che vengono anche pagati per questo,nel mentre la tassa sui rifiuti solidi urbani diviene sempre più salata ? Certo che no. Non è più il tempo del NO ideologico. Roma pagherà una tassa sui rifiuti sempre più salata,con un costo sociale e sanitario sempre più mostruoso. Ma noi cosa facciamo di realmente concreto per cambiare questa situazione ? Nulla. E questo ci rende loro complici.

Aldo A.

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