La rivoluzione dello scontrino elettronico è partita in modo volutamente morbido il primo Luglio di quest’anno,coinvolgendo per il momento solo una parte dei soggetti all’obbligo ,e garantendo una moratoria di sei mesi per le sanzioni. Nonostante questo l’impatto dell’innovazione tra i contribuenti si è fatto sentire. I principali disagi che emergono tra i coinvolti sembrano essere i costi da sostenere ,e le difficoltà tecniche in cui si può incappare. Tuttavia,nonostante i timori iniziali che sempre accompagnano un’innovazione tecnologica,rispetto al panico iniziale per adeguarsi alle novità fiscali,per i commercianti sarà necessario mettere in conto un investimento di natura economica economica e non solo. La legge prevede infatti che si debbano dotare di registratori telematici approvati dall’Agenzia delle Entrate,oppure mettere a norma,se possibile,l’esistente registratore di cassa già in possesso. Da non trascurare poi i disagi che quasi sempre seguono le novità dello strumento. Certamente tutte le novità fiscali impattano direttamente su l’esercente,anche lo scontrino elettronico sarà per il commerciante un ulteriore adempimento a cui sottostare. Il dispositivo costa dai mille ai duemila euro,e non tutti i rivenditori sembrano del tutto pronti alla novità tecnologica e,soprattutto della spesa per l’adeguamento. A livello tecnico,la Circolare 15/E del 29 giugno 2019 ,diffusa dall’Agenzia delle Entrate,precisa che “si può emettere lo scontrino regolarmente ma poi inviarlo al fisco entro dodici giorni,non obbligatoriamente ogni giorno. La memorizzazione però è immediata” ,chiarisce l’Agenzia delle Entrate. La stessa circolare conferma che per sei mesi non si applicano sanzioni. La sensazione è che non si sia del tutto pronti alla novità. L’introduzione dello scontrino elettronico,così come la fattura elettronica,potrà essere un deterrente all’evasione fiscale,data la tracciabilità digitale del corrispettivo. Ma chi lo scontrino non lo emette,continuerà a non farlo,se non vi saranno controllisul campo e per via telematica. Si pensa quindi ad una lotteria degli scontrini. Dal primo gennaio 2020 chi pagherà con la carta di credito o bancomat potrebbe vincere fino ad un milione di euro. Viene da ridere se si pensa che anche il dittatore cileno Pinochet,per far pagare le tasse ai connazionali ,faceva l’estrazione dello scontrino al pari del nostro lotto. I prossimi mesi/anni saranno cruciali per valutare l’impatto del provvedimento con le effettive entrate fiscali. E chi i soldi li trasferisce all’estero ogni ogni sera, facendo la coda davanti a certi negozi gestiti da stranieri ? Certamente questo provvedimento è un buon punto di inizio al quale necessariamente dovrà seguire quell’equità fiscale che in Italia non è mai veramente esistita. L’unico pensiero del nostro fisco sino ad oggi ? Mungere,mungere,mungere.
Aldo A.

119 miliardi di euro. Questo è quanto è stato evaso con l’irpef nell’ultimo anno. Un fisco più equo e un popolo più onesto da soli basterebbero a far rialzare la testa signora Italia.