La ministra della pubblica Istruzione Valeria Fedeli vede nell’alternanza scuola-lavoro come la quadratura del cerchio:la preparazione culturale professionale e la capacità di interagire che soltanto il mondo del lavoro può dare concretamente. Nel suo libro si scrive di modalità didattica innovativa, consolidamento delle conoscenze acquisite a scuola, durante le lezioni, attraverso il lavoro pratico.La ministra Fedeli parla, scrive, di arricchimento della formazione e di orientare il percorso di studio nell’immediato e quello professionale nel proseguo. La ministra Fedeli crede che attraverso la preparazione si debellerà la piaga della disoccupazione giovanile. L’idea di un’anello di congiunzione tra scuola e mondo del lavoro non è male, oserei dire necessario. La scuola nel migliore dei casi infonde una buona,un’ottima preparazione teorica,spesso tra uno sciopero degli insegnanti e un’ occupazione studentesca, ma certamente è fortemente carente, per non dire assente, in quella pratica. La realtà è un’altra,che forse la ministra Valeria Fedeli non conosce, è fatta di sfruttamento,di studenti mandati a servire panini, a distribuire volantini, ad allevare cozze o vendere pesce ,di studenti che devono pagarsi le spese di trasferimento che in teoria dovrebbero essere a carico del datore di lavoro. Si arriva a richiedere ragazze “purché di bella presenza” e relativa manina sotto la gonna. Certo vi sono casi positivi ma per lo più sono dovuti alla buona volontà dei singoli e non certo per il provvedimento e per il personale preposto al controllo. La filosofia del provvedimento è nella realtà quella del lavoro a cottimo. La stessa filosofia che prosegue al Miur, al mondo universitario, che almeno si relaziona con giovani maggiorenni e quindi non entra in collisione articolo 603 bis del Codice Penale che prevede la reclusione da 6 anni e mezzo a 10 anni e mezzo. Un provvedimento quindi dichiaratamente illegale. L’alternanza da quest’anno è obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle superiori,di 400 ore per gli gli istituti professionali e per almeno 200 ore per i licei.Quindi di 1,5 milioni di studenti coinvolti. Un’esercito che porterà via il lavoro a quelli che il lavoro già lo hanno e si andranno a sommare ai migranti/clandestini che già ricevono la paghetta pagata da noi ed il “lavoro” lo cercano soltanto per il permesso di soggiorno.Un modo come un’altro per creare un popolo di sottomessi tanto caro alle multinazionali ed alle coop. Studenti come schiavi per avere un popolo di schiavi.
Aldo A.
