L’attività sindacale dei dipendenti pubblici costa ogni anno allo Stato oltre 78 milioni euro. Una spesa diminuita,seppure importante,a partire dal 2014,oramai considerata stabile. Nata per garantire ai lavoratori del pubblico impiego una giusta rappresentanza e tutela dei loro diritti,monitorata dal Ministero della Pubblica Amministrazione.Quest’ultimo ha inviato alla Camera dei Deputati una relazione sull’andamento di questa spesa e “relativa all’applicazione degli istituti connessi alle prerogative sindacali in favore dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.” Un rapporto che annualmente il Governo è obbligato a consegnare al Parlamento e alla Corte dei Conti. Il dipartimento della Funzione Pubblica ha effettuato una rilevazione a consuntivo dei dati sulla fruizione ,nel corso del 2017,essendo ancora in fase di elaborazione quelli relativi al 2018,dei distacchi,permessi e aspettative sindacali,con l’obiettivo di verificare che tutto sia stato fatto a regola d’arte e non vi siano stati abusi.Un lavoro questo possibile soltanto se tali dati ,che tra l’altro è obbligatorio fornire,siano stati regolarmente forniti. Cosa questa che puntualmente avvenuta dal 95,32% delle pubbliche amministrazioni,in cui opera,si fa per dire,l’87,84% dei dipendenti pubblici attivi,sempre per dire,nella Pubblica Amministrazione. Il restante personale evidentemente avrà deciso che erano altre incombenze di priorità maggiore. Sia come sia,il ministro Giulia Bongiorno,nel rapporto consegnato alla Camera,ha sottolineato che in un solo anno,quello di riferimento,vi sono stati 465.647 giorni di distacco sindacale retribuito e che,tra i vari avvicendamenti,siano stati assenti dal servizio 2.064 dipendenti della pubblica amministrazione. I permessi cumulati sotto forma di distacco 79.845,di cui hanno fruito 452 dipendenti pubblici,e che sono stati 326.406 i giorni di aspettativa sindacale non retribuita, relativi a 1.435 dipendenti della pubblica amministrazione. Il costo delle assenze per l’attività sindacale è stato stimato in 78,5 milioni,a fronte dei 78,2 milioni per l’anno in corso,e dei 82,8 del 2015,e dei 116,4 dell’anno 2014″. La spesa relativa alle prerogative sindacali “si è consolidata” ,ha dichiarato il ministro. Si è giunti ad un risparmio,oppure ad un mancato spreco,di tutto rispetto. Bongiorno Italia, o buonanotte?A voi tutti la risposta.
Aldo A.

Qui da noi c’è un elemento,chiaramente del sindacato,che in un mese di lavoro ha fatto a casa 25 giorni di distacco.Naturalmente retribuiti.Aggiungiamo che i distacchi iniziano dall’anno scorso,precisamente da maggio 2018 da quando sono iniziati i turni lavorativi.Non dico altro.
vuol sapere cosa ne penso io? CANCELLARE TUTTI I SINDACATI E DISTRIBUIRE I MILIONI E MILIONI DI EURO DEI LORO BENI IMMOBILIARI E MOBILIARI AI PIU’ BISOGNOSI.
UN CONTRATTO DI BASE PER TUTTI E POI LA CONTRATTAZIONE AZIENDALE. SE OCCORRERA’QUALCHE PICCOLA CORREZIONE e qualche paletto.
Saluti
Una robusta ramazza per farli tornare a lavorare. Stavolta robusta.
E poi fossero soltanto quelli.