A quando le pulizie di Pasqua ?

Dopo Tangentopoli è arrivata anche la “Variante ” della Giustizia. A rivelare l’ennesimo scandalo che travolge il Sistema Giustizia italiano è il Quotidiano Il Giornale, che partendo dagli Atti dell’interrogatorio del Faccendiere Piero Amara, avvocato che collabora con l’Ente Nazionale Idrocarburi. Il giornalista Alessandro Sallusti riassume così la storia dei veleni che hanno portato a galla la “nuova” P2, quella dei Magistrati. Verbali con pesanti accuse all’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ad importanti Magistrati e Uomini dello Stato, prima insabbiati e poi consegnati, e non si comprende a quale titolo, nelle mani di Piercamillo Davigo, invece di fare una una Pubblica Denuncia ne parla con il Presidente della Repubblica Mattarella, per poi venir messo tutto a tacere. Giornalisti del Fatto Quotidiano e di Repubblica che ricevono informazioni a tale riguardo, e che invece di di indagare  come un qualunque giornalista avrebbe fatto, fanno finta di niente, per poi rivolgersi alla Procura della Repubblica competente, che ipotizza l’esistenza di una Loggia Massonica segreta, formata da Magistrati, Politici e Professionisti sul tipo della “Loggia di Ungheria”. Cosa c’è nelle rivelazioni di Piero Amara ? Si parla di Uomini delle Istituzioni, tra cui l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, dove si parla di una Loggia dove queste importanti personalità, tra cui il citato Giuseppe Conte, Magistrati Romani del Tribunale Fallimentare, Magistrati Catanesi, come il Togato del Consiglio Superiore della Magistratura, Sebastiano Ardita ed Alti Ufficiali della Guardia di Finanza. Cosa succede a questo punto ? Il Pubblico Ministero Paolo Storari consegna queste carte Piercamillo Davigo, l’ex Pubblico Ministero di “Mani Pulite” , e fino a pochi mesi fa Consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura. E lo fa perché la Procura di  Milano non vuole aprire una indagine sulle rivelazioni di Piero Amara. Storari, in conflitto con il Procuratore Francesco Greco, si rivolge dunque a Davigo, che a sua volta non informa il Consiglio Superiore della Magistratura, ma parla di contrasti sorti a Milano, proprio sui Verbali di Amara con il Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Davide Ermini, e più nel dettaglio, con il Procuratore Generale della Cassazione, Giovanni Salvi , a cui però non consegna le . C’è però un dettaglio nelle carte di Amara, dove si fa riferimento anche a Sebastiano Ardita, che insieme a Piercamillo Davigo ha fondato, per così dire “la Corrente più Giacobina del Sindacato delle Toghe”. Le carte, però, arrivano anche ai Giornali. A mandarle è stata una Funzionaria del Consiglio Superiore della Magistratura, Marcella Contrafatto, vicina all’agognata Pensione, ora indagata dalla Procura  di Roma, mentre a Perugia si indaga sulla presunta Loggia Massonica “Ungheria”  , e si è rifiutata, per ora, di rispondere sul perché ha spedito quelle carte al Quotidiano “Repubblica ” e al “Fatto Quotidiano”. Questi due Giornali, chissà perché , insabbiano i nomi. Con altri nomi eccellenti ci sarebbe stato un ben diverso trattamento mediatico. Intanto il Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Ermini, afferma che l’Organo di Autogoverno della Magistratura è del tutto estraneo a queste “Manovre opache destabilizzanti”. Il Quirinale non commenta, se sibilla la frase di Davigo, “Ho informato chi di dovere” , sembra tirare in ballo proprio il Colle più alto. Questo può accadere quando uno Stato non spazza per bene nei Piani Alti della Politica e delle Istituzioni.

Aldo A

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