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Il dietro le quinte….

Il dietro le quinte dell’utero in affitto

Donne disperate indigenti (molte hanno diversi figli e nulla da mangiare) vendono il proprio utero per denaro.
Donne disperate che firmano un contratto che le costringe a cedere agli acquirenti una creatura sana dopo la gravidanza. Se disgraziatamente il bambino non risulta essere sano devono abortire o tenerselo senza ricevere soldi!
Donne disperate alle quali vengono impiantati fino a cinque embrioni (fecondati in vitro) alla volta, e se per caso vivono tutti, i dottori Mengele delle cliniche selezionano il numero in base alle scelte dei compratori (uno, due o più figli) facendo abortire tutti gli altri, anche se la madre surrogante è disposta a tenerseli!
Donne disperate prive di alcuna assicurazione sanitaria costrette al parto cesareo per ridurre i rischi del parto naturale che potrebbe danneggiare la “merce” in grembo.
Donne disperate vengono ogni anno reclutate dalle cliniche illegali per “donare” in cambio di pochi soldi i propri ovuli che saranno impiantati alle fattrici. Sono ragazze giovanissime senza tutela medica costrette a pesanti cure ormonali che mettono a rischio la loro salute.
Il business della maternità surrogata è immenso e drammatico: dietro il “gesto d’amore” si nascondono tragedie umane inenarrabili.
Sofferenze, dolori, morti, abbandoni e condizioni di vita devastanti spingono donne disperate ad accettare di affittare il proprio corpo per fare figli per i ricchi del mondo.
Il corpo sacro di una donna viene sfruttato per ottenere il massimo profitto, e la Vita sacra che cresce dentro il grembo è diventato un semplice pacco da consegnare integro al mittente!

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Respirare di meno per vivere meglio.

Respirare di meno per vivere meglio: lo straordinario Metodo del dottor Buteyko

Marcello Pamio, March 28, 2023

Konstantin Pavlovich Buteyko

Konstantin Pavlovich Buteyko è nato a Ivanitsa vicino a Kiev il 27 gennaio 1923.
Fin da giovane era affascinato dalle macchine a tal punto che voleva diventare ingegnere meccanico.
Dopo aver finito il liceo il suo sogno era quello di costruire una macchina in grado di fare tutto: scavare, nuotare e volare, e per concretizzarlo nel 1939 si iscrisse al Dipartimento dei trasporti del Politecnico di Kiev, ma i suoi studi furono interrotti dalla Seconda Guerra Mondiale, dove addirittura finì per prestare servizio al fronte.
Al suo rientro dalla guerra nel 1946, dopo aver respirato la morte in prima linea cambiò indirizzo frequentando la Facoltà di Medicina a Mosca, dove fin da secondo anno iniziò a lavorare in un gruppo di terapia clinica con l’incarico di controllare i ritmi respiratori dei pazienti. In particolare lo studio della preeclampsia, una grave malattia che affligge le donne in gravidanza e che tra i suoi sintomi presenta anche una forma di ipertensione arteriosa.

“Quando la guerra finì, decisi di iniziare a ricercare la macchina più complessa, l’Uomo. Ho pensato che se l’avessi imparato, sarei stato in grado di diagnosticare le sue malattie con la stessa facilità con cui avevo diagnosticato i disturbi delle macchine”, disse Buteyko in una intervista nel 1982.

Passò centinaia di ore ad ascoltare la respirazione osservando come la morte dei malati era sempre preceduta da un aumento dell’intensità respiratoria. La sua esperienza si fece così precisa che divenne in grado di predire con precisione millimetrica l’avvicinarsi della morte in base al tipo di respirazione.

Dopo la laurea con lode in medicina Buteyko continuò a studiare e soprattutto a sperimentare, anche perché egli stesso soffriva di ipertensione maligna. Proprio lui, uno sportivo meraviglioso che passava lunghe ore ad allenarsi. La sua pressione sanguigna spesso superava i 220 e la testa gli si gonfiava con un dolore terribile, a volte insopportabile. I medici gli avevano predetto 12 mesi di vita, ma per fortuna per il mondo intero, il 7 ottobre del 1952 non arrivò la morte ma l’illuminazione…

Tutto era semplice e ordinario. Mentre era in servizio nella prima clinica di Mosca e spiegava le basi della diagnostica agli studenti, si accorse che i sintomi del paziente con l’asma bronchiale (affanno, bocca costantemente aperta) corrispondevano ai sintomi di cui soffriva egli stesso, dovuti alla pressione alta!

Con uno strumento chiamato capnografo, in grado di misurare i livelli di anidride carbonica, notò che nel suo corpo tali livelli erano più bassi del normale. Era già chiaro all’epoca che una respirazione eccessiva fa diminuire i livelli di CO2 nel corpo, per cui pensò che se il suo basso livello di anidride carbonica era causato dalla respirazione, correggendo il suo ritmo avrebbe potuto correggere anche quello della CO2. Oggi questa potrebbe sembrare una banale intuizione, ma è stata l’inizio della sua scoperta epocale.

Osservandosi notò una cosa interessante: quando il suo respiro era affannoso, se riduceva la ventilazione polmonare i sintomi dell’ipertensione si attenuavano fino a scomparire!
Quindi l’origine della sua malattia poteva risiedere in un eccesso di ventilazione alveolare che, provocando una forte riduzione della concentrazione di anidride carbonica, bloccava o inibiva l’emoglobina nella sua funzione di trasporto e rilascio di ossigeno ai tessuti?

Applicò questa sua teoria ai modelli respiratori dei pazienti sofferenti di asma, angina ed altre malattie constatando che tutti quanti soffrivano di iperventilazione, e ogni volta che attraverso la respirazione alzavano il livello di CO2 gli attacchi di asma o di altre malattie svanivano nel nulla.

Scoperta questa di Buteyko a dir poco rivoluzionaria, e la conferma era la controprova: quei pazienti che tornavano ai normali modelli respiratori avevano la ripresa degli attacchi!

Quindi l’iperventilazione depaupera le riserve di anidride carbonica e i livelli bassi di questo importante gas provocano le contrazioni dei vasi sanguigni ed una fame di ossigeno a livello tissutale. La mancanza di ossigeno induce una serie di meccanismi di difesa messi in atto dall’organismo stesso.

Sono proprio questi meccanismi di difesa che vengono etichettati come malattie!

Tra il 1958 e 1959 Buteyko aprì un laboratorio di diagnostica funzionale all’Istituto sperimentale di Biologia e Medicina dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica dove per circa 10 anni assieme ad alcuni colleghi riuscì ad investigare a fondo le funzioni basilari dell’organismo umano, sia sano che ammalato.

Le statistiche ufficiali darono pienamente ragione a Buteyko: fino al 1967 furono trattati con successo presso l’Istituto più di 1.000 pazienti che soffrivano di asma, angina e altre malattie.
Successo dopo successo il governo fu costretto a prendere sotto esame il suo metodo istituendo alcune sperimentazioni ufficiali. Una in particolare, condotta nell’aprile 1980 all’Istituto Pediatrico di Mosca, diede come risultato un successo del 100%. Quello fu l’anno in cui il Metodo Buteyko venne ufficialmente riconosciuto e usato nell’ex Unione Sovietica non solo per l’asma ma per tutta una serie di patologie. Il Comitato per le Invenzioni e le Scoperte dell’URSS riconobbe formalmente la scoperta di Buteyko nel 1983 e rilasciò il brevetto intitolato “Il metodo di trattamento dell’ipocapnia”.
Nei 6 anni successivi ben 100.000 asmatici vennero trattati e 92.000 non assunsero più medicine.

La prima prova in cieco e controllata del Metodo Buteyko è stata effettuata nel 1994. Da allora il metodo respiratorio si è diffuso in tutto il mondo e il numero di persone che lo insegnano cresce ogni anno.
Il Dr. Buteyko è purtroppo improvvisamente morto il 4 maggio 2003 a Mosca all’età di 80 anni e fino all’ultimo giorno è rimasto in ottima salute e piena attività.

Respirare meno per vivere meglio
La vera scoperta del dottor Buteyko è la stretta connessione tra il respiro profondo e affannoso che caratterizza l’iperventilazione e l’insorgere o l’aggravarsi di moltissime patologie.
Se esiste questa connessione, allora è possibile invertire il processo patologico controllando la respirazione per rallentarla.

Sembra impossibile, perché tutti si concentrano sull’ossigeno, ma in realtà tutto ruota attorno all’anidride carbonica. Rallentare la respirazione, respirando di meno e soltanto con il naso, facendo delle apnee e usando la respirazione addominale anziché quella toracica, ristabilisce i livelli ottimali di anidride carbonica nel sangue.

Come detto: l’equilibrio tra CO2 e ossigeno è cruciale, affinché quest’ultimo possa essere assorbito dai tessuti.
L’ossigeno è poco solubile in acqua e non a caso le quantità disciolte nel sangue (meno del 2% del totale) non sono sufficienti per il metabolismo dei tessuti. Da qui la necessità di un veicolo specifico: l’emoglobina, una metalloproteina contenuta nei globuli rossi deputata al trasporto di ossigeno.
Al centro della molecola di emoglobina, avvolto da un guscio proteico, c’è il gruppo EME con un cuore metallico: un atomo di ferro in grado di legare l’ossigeno in maniera reversibile.

Per cui il contenuto di ossigeno nel sangue è dato dalla sommatoria della piccola quantità disciolta nel plasma con quella legata al ferro emoglobinico. Più del 98% dell’ossigeno presente nel sangue è legato all’emoglobina che a sua volta circola nel torrente ematico all’interno dei globuli rossi.

Come ho spiegato nel precedente articolo sull’Effetto Bohr, più anidride carbonica è presente nel sangue e meno ossigeno rimane legato all’emoglobina! In pratica dove c’è più anidride carbonica disciolta (in forma di bicarbonato) l’emoglobina rilascia più facilmente ossigeno e si carica di anidride carbonica.

Ora si può comprendere che la normale respirazione basata sulla iperventilazione abbassa i livelli di CO2 impedendo l’ossigenazione dei tessuti, portandoli in uno stato di acidosi e dando il via libera alla proliferazione di stati infiammatori e patologie croniche!

Quindi il Metodo del respirare di meno scoperto dal dottor Buteyko permette di riossigenare l’organismo e alzare le difese immunitarie contro le infiammazioni, ma per fare questo bisogna rieducare la respirazione.
Sembra un paradosso: per migliorare la salute dobbiamo respirare di meno!

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L’effetto Bohr……

L’Effetto Bohr e la strage compiuta dai medici negli ospedali

Marcello Pamio – 23 marzo 2023
“L’anidride carbonica è infatti un componente maggiormente fondamentale per la sopravvivenza di quanto non lo sia l’ossigeno”, Yandell Henderson.
L’anidride carbonica generata come prodotto finale dell’ossidazione dei grassi, dei carboidrati che mangiamo e dell’attività fisica, viene trasportata attraverso il flusso ematico venoso ai polmoni dove, per condizioni di pressioni parziali basse e di pH in aumento dovuto all’entrata dell’ossigeno dagli alveoli polmonari, viene espulsa.
Respirare un corretto volume di aria, in termini di rapporto inspirazione/espirazione, aiuta i polmoni a mantenere la quantità necessaria/vitale di CO2, che dovrebbe mantenersi sul 6,7%.
Quando invece ci si iperventila viene eliminato un quantitativo eccessivo di CO2, facendone crollare drasticamente la pressione parziale con le conseguenze che vedremo…
L’ossigeno è relativamente insolubile nel sangue, cosicché circa il 98% viene trasportato da una metalloproteina contenuta nei globuli rossi: l’emoglobina!
Il rilascio di ossigeno alle nostre cellule, da parte dell’emoglobina DIPENDE dalla quantità di Anidride Carbonica prodotta dalle stesse in fase metabolica.

Se la CO2 non si trova presente in una certa percentuale in uscita dalle cellule, l’emoglobina rilascia meno ossigeno alle stesse.

Detto in altri termini: dove c’è più anidride carbonica disciolta in forma di bicarbonato, l’emoglobina percepisce un ambiente più acido e rilascia più facilmente ossigeno, nelle periferie, dove c’è più attività metabolica, come nel caso di attività muscolare.
Questo fondamentale fenomeno fisiologico si chiama “Effetto Bohr” e prende il nome dal suo scopritore Christian Bohr fisiologo danese padre del più celebre Niels Bohr.
In condizioni normali di respirazione (volume d’aria di 4-6 litri al minuto) il 75% dell’Ossigeno inspirato viene buttato fuori.
Respirare un volume maggiore di aria NON aumenta il quantitativo d’ossigeno nel sangue, dato che risulta già essere saturo al 97-98%, al contrario farà diminuire i livelli di pressione parziale di CO2.
Henderson scrisse: “…anche per i malati, il prolungamento di insufflazione di O2 puro può portare a danneggiare i polmoni e ridurre la quantità di globuli rossi, predisponendo il corpo a trarre meno ossigeno in futuro. “

Quindi, anche se aumentiamo volume e frequenza respiratoria (IPERVENTILAZIONE) la quantità di ossigeno caricato sull’emoglobina in fase inspiratoria non sarà direttamente proporzionale al suo rilascio a livello cellulare. Solo attraverso un aumento dei valori di CO2 ne verrà rilasciato proporzionalmente di più!

Ora potete comprendere cos’hanno combinato i medici tre anni fa negli ospedali pompando ossigeno puro nei polmoni di persone che respiravano a fatica, magari con polmonite bilaterali o peggio ancora con la CID, la Coagulazione intravasale disseminata? Quanti ne hanno stecchiti?
Forse sarebbe bastato tener conto dell’effetto Bohr e delle evidenze di Henderson e invece hanno eseguito pedissequamente i protocolli delinquenziali basati su farmaci letali e pompando ossigeno.
Risultato: strage di innocenti, ovviamente morti per Covid, mica per cause iatrogene!!!

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Fluoro e alluminio…..

Fluoro e alluminio: ci vogliono tutti dementi

I fosfati organici sono usati come insetticidi e come gas nervini nella Guerra chimica (Sarin e Soman). Sono prepotenti inibitori degli acetilcolinesterasi (enzima sinaptico) e vengono usati nei tranquillanti (Roipnol) e in anestetici. Hanno un effetto inibitorio sulla tiroide, sia come antagonisti dello iodio, sia sul metabolismo del calcio, questo perché lo ione fluoruro è affine a metalli come calcio, magnesio e manganese.
L’assorbimento del fluoro avviene attraverso tre vie: respiratoria, digerente e cutanea. Una volta in circolo si lega alle albumine del sangue e ai globuli rossi.
Inibisce anche l’ormone testosterone presente nell’uomo e questo potrebbe incidere sulla diminuzione di fertilità.
Ma come fa l’alluminio a entrare nell’organismo e a penetrare nel cervello?
Nell’apparato digerente in condizioni normali di pH intestinale l’alluminio tende a formare composti insolubili quindi non assimilabili, ma in presenza del fluoro la situazione cambia. Essendo questi due elementi molto affini, si formano complessi solubili anche nelle condizioni di acidità intestinale e in questa forma possono essere assorbiti dall’apparato gastro-enterico e finire nel sangue. Qui l’alluminio, sempre con l’aiuto del fluoro mima il comportamento dei fosfati ed entra nei loro composti con altre sostanze soprattutto adenosindifosfato e guainidindifosfato e sotto questa forma è scambiato come una sostanza utile riuscendo a penetrare l’invalicabile barriera emato-encefalica che protegge il cervello! L’alluminio penetrato così nel cervello probabilmente favorisce la coagulazione delle tristemente note proteine beta-amiloidi onnipresenti nella degenerazione neurale alla base dell’Alzheimer. Quindi le placche amiloidi si formano come ultimo tentativo di difesa delle cellule cerebrali alla neurotossicità del fluoro e dell’alluminio!
Per caso stanno facendo di tutto per rincoglionirci? 🤔Dopo gli ultimi tre anni, mi sa che ci stanno riuscendo…

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I MIRACOLOSI EFFETTI DEGLI…….

I miracolosi effetti degli Infrarossi

Marcello Pamio – 22 marzo 2023
L’evoluzione umana è avvenuta per millenni alla luce del Sole e grazie ad essa!
Per tutta la storia e fino a circa 100 anni fa abbiamo vissuto a diretto contatto con gli elementi della Natura, poi le lampade ci hanno separato da questa salvifica relazione diretta!
La Luce gioca un ruolo cruciale in TUTTI i processi biochimici. Le funzioni ormonali, digestive e metaboliche vengono mediate dalla luce che entra negli occhi e il segnale elettrobiochimico attiva le aree cerebrali (pineale, ipotalamo, ippocampo, amidgala ecc.)
La luce del mattino (componente blu) ci sveglia perché stimola ormoni utili alla lotta e fuga (cortisolo…), mentre la luce del tramonto (rosso e infrarosso) rilassa prepara al sonno e stimola la produzione di melatonina! Ecco perché verso sera, in casa sarebbe utile illuminare con le lampade a incandescenza (che hanno messo al bando per la nostra salute 🤥) o ad infrarossi che emettono frequenze verso il rosso (quelle del fuoco e del camino).
Una recente scoperta è incredibile: la melatonina non viene prodotta solo dalla ghiandola pineale in assenza di luce ma anche dai mitocondri cellulari quando esposti agli infrarossi! La quantità di melatonina prodotta dalle cellule è il 95% di tutta quella circolante! Quindi per avere un livello sano di questo vitale ormone bisogna esporre il corpo agli infrarossi vicini (Near Infrared).
Cosa fa questa radiazione? Aumenta la vasodilatazione e il microcircolo (sanguigno e linfatico); migliora il trasporto di ossigeno e riattiva il metabolismo cellulare aumentando la produzione di ATP; potenzia il sistema immunitario e agisce da antinfiammatorio e antidolorifico.
Infine potenzia a livello cellulare, dove le superfici idrofile incontrano l’acqua, la famosa “Acqua EZ”, l’acqua coerente che funge da batteria utile nel meccanismo di trasmissione energetica dei mitocondri…

PLUTO: LA POTENTISSIMA LAMPADA PER FOTOBIOMODULAZIONE ELIOSLAMP

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Apnee notturne addio…..

Apnee notturne addio. Ecco una soluzione semplice e gratuita

Daniele Sodini – La Via del Freddo
Ti hanno mai detto dei vantaggi della respirazione nasale e dell’importanza che ha nella nostra salute?
Studi antropologici hanno messo in evidenza moltissimi aspetti positivi associati alla respirazione nasale durante il giorno, ma anche di notte!
Nella fase diurna riusciamo a respirare attraverso il naso, volontariamente e consapevolmente, ma di notte la storia cambia. Circa 6/7 ore le trascorriamo quasi sempre a bocca aperta (qualcuno russando) e andando incontro alle criticità legate alla respirazione orale, portando direttamente nei polmoni polveri, sostanze chimiche e microrganismi.
Un grande studioso della Scienza della respirazione vissuto il secolo scorso dopo aver eseguito innumerevoli studi clinici con risultati eclatanti non solo su patologie asmatiche, ma anche cardiache ed ipertensive scrisse: “Respira dalla bocca, solo quando riuscirai a mangiare dal naso”
Il naso è un apparato straordinario progettato e specializzato per farci respirare nel modo più efficace e vantaggioso possibile, permettendoci di mantenere un grado di salute ottimale.

LA BENEFICA RESPIRAZIONE NASALE
Quali sono le funzioni importanti del naso quando respiriamo?

  • Filtra: polveri, batteri e tossine
  • Riscalda l’aria
  • Umidifica l’aria
  • Ma soprattutto permette la produzione di OSSIDO NITRICO, un gas che si origina a livello epiteliale nei seni paranasali, che ha un grandissimo potere vaso dilatatore, anche a livello alveolare. Questo gas quindi migliora lo scambio gassoso che avviene tra polmoni e sangue oltre ad avere una importante funzione antibatterica.

LA DANNOSA RESPIRAZIONE ORALE
Respirare con la bocca invece azzera i vantaggi appena detti predisponendo l’organismo ad ammalarsi e ad indebolirsi.
Non solo: la respirazione orale aumenta del 40% la disidratazione con tutte le conseguenze annesse.
Un altro problema è il rilassamento della mascella che in molti casi agevola la ricaduta all’indietro della lingua che conduce al fenomeno del russamento, ma la situazione più pericolosa per la salute sono le APNEE NOTTURNE. Condizione questa che nel tempo mette a rischio di patologie cardiache.
Personalmente ho sofferto di apnee notturne per molto tempo senza trovare una soluzione efficace.
Oltretutto con la respirazione orale viene anche compromessa la qualità del sonno profondo e il risultato è la stanchezza al risveglio

ECCO LA SOLUZIONE
Semplice, economica ed efficace: una stringa di cerotto in tela da medicazione, ipoallergenico posizionata parallela alle labbra (vedi foto) prima di addormentarsi. Non solo le APNEE NOTTURNE diventeranno un triste ricordo, ma ci saranno anche grandi vantaggi per via della respirazione nasale.
Su bambini e adolescenti evidenze scientifiche hanno dimostrato l’effetto positivo sulla conformazione e lo sviluppo corretti dei loro palati, oltre sulla salute orale dei denti.
Non solo, la respirazione orale porterebbe ad un aumento delle carie con un effetto ancora peggiore del consumo di zucchero!

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