S.O.S. Italia

Secondo uno studio condotto dalla C.G.I.A. di Mestre circa quattro mesi or sono,dove si parlava del rapporto dare-avere tra lo Stato e il cittadino contribuente,il soggetto maggiormente colpito non sia il primo ma ovviamente il secondo,il solito cittadino trattato da suddito. La tesi di partenza di questo studio è quella che possiamo sintetizzare con una breve frase da poeta dell’ermetismo qual’è stato il maestro Ungaretti. La dimensione economica dell’evasione fiscale presente nel nostro Paese,110 miliardi di euro è poco più della metà dei costi a carico dei cittadini e delle imprese,riconducibili a sprechi e inefficienze,se non dolo,generate all’interno della Pubblica Amministrazione. L’Ufficio Studi  della C.G.I.A. è arrivato a questo risultato partendo dall’analisi dei dati di contesto e rifacendosi al principio per cui chi evade commette un reato per il quale deve essere perseguito,così come deve essere rispettata la cornice di legalità da tutti noi,soggetti pubblici come privati. Sempre secondo il principio del dare e dell’avere,tra lo Stato e il cittadino contribuente,la somma a carico del cittadino dovrebbe essere ridimensionata in virtù del “cattivo funzionamento” della Pubblica Amministrazione,che genera costi alti e servizi lontani,lontanissimi dalla media dell’Unione Europea. Secondo i dati emersi dallo studio della C.G.I.A. di Mestre la situazione che si palesa è quella in cui,nonostante sia uno dei grandi problemi dell’economia italiana,una P.A. poco efficiente sia in grado  di causare ai cittadini e ai privati,danni economici rilevanti. La burocrazia costa alle imprese circa 57 miliardi,i debiti commerciali della Pubblica Amministrazione non saldati nei tempi previsti per 53 miliardi,infrastrutture per 40 miliardi,costi riconducibili alla Giustizia per 23,5 miliardi e trasporto pubblico locale per 12,5 miliardi.Se poi fosse recuperata una buona parte delle risorse nascoste al fisco,il cerchio si chiuderebbe con un fisco complessivamente meno esoso,riducendo il carico fiscale. Tuttavia è altrettanto plausibile supporre che se si riuscisse a tagliare sensibilmente le inefficienze presenti nella Pubblica Amministrazione,il sistema Italia ne trarrebbe un grande beneficio e di conseguenza,con un fisco meno strozzino,l’evasione sarebbe certamente più contenuta. Dalla C.G.I.A di Mestre tengono comunque a precisare che sarebbe comunque sbagliato generalizzare e non riconoscere alcuni livelli di eccellenza present nella P.A. , come nella Sanità delle regioni centro-settentrionali,il livello qualitativo dell’insegnamento presente in molte università od enti di ricerca. In un contesto produttivo come quello italiano,composto prevalentemente da medie,piccole e micro-imprese,c’è bisogno di un servizio pubblico efficiente,economicamente vantaggioso e di alta qualità. La C.G.I.A. ha poi snocciolato alcuni dati sulle inefficienze e sprechi che caratterizzano la Pubblica Amministrazione. Costo sostenuto dalle imprese per la gestione dei rapporti con la P.A. 57 miliardi,debiti commerciali della P.A.  per 53 miliardi,deficit logistico-infrastrutturale che penalizza il nostro sistema per 40 miliardi. Sprechi e corruzione  presenti nella Sanità per 23,5 miliardi,sprechi e inefficienze presenti nel trasporto pubblico per 12,5 miliardi l’anno. In buona sostanza quello che emerge dallo studio è che l’ammontare totale dell’evasione fiscale risulti essere comunque  inferiore agli effetti negativi  generati dal cattivo funzionamento della Pubblica Amministrazione.Con questo non si vuole giustificare l’elevato livello di evasione fiscale ma che vi è la possibilità si avere una Stato più equo senza comunque mettere ai saldi il nostro amato Paese. Cosa questa iniziata da anni.

Aldo A.

Un commento su “S.O.S. Italia”

  1. Si dovrebbe parlare di distrazione di fondi,di negligenza grave. Ma si lavora meglio in “emergenza”.Dove le maglie dei controlli sono meno strette,più accomodanti.

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