L’Italia in emergenza

I riflessi delle settimane di pandemia si avvertono sul consenso dei partiti o movimenti politici. Se si votasse oggi alla Camera La Lega sarebbe il primo partito con il 26 per cento dei consensi,con il PD al 21 per cento,il M5S  al 16 per cento,Fratelli d’Italia al 15,4 per cento. Lieve ripresa per Forza Italia con il 6 per cento e la sinistra di LeU  al 3,4 per cento,Italia Viva al 3,2 per cento,mentre le altre forze politiche rimarrebbero al di sotto del 3 per cento. Significativa in questa analisi è l’incidenza della crisi pandemica sul peso elettorale dei principali Partiti. In poco più di quattro mesi ,da marzo ad oggi,la Lega di Matteo Salvini perde il 5 punti percentuali,passando dal 31 per cento  al 26 per cento. Secondo i dati in possesso ,crescono leggermente i due principali partiti di Governo,dal 20 al 21,2 per cento il PD e dal 14,5 al 16 per cento il M5S. Si incrementa ulteriormente di oltre tre punti percentuali anche il consenso di Fratelli d’Italia  che supera il 15 per cento. Gli ultimi mesi ,all’insegna della pandemia,sono stati caratterizzati nel nostro Paese da una crescita della fiducia nelle istituzioni. Secondo la tendenza rilevata da questo istituto di ricerca,la fiducia dei cittadini nel premier Conte è passata dal 40 per cento di dicembre scorso al 58 per cento di aprile,per poi attestarsi  al 51 per cento di oggi,nel momento in cui scriviamo questo resoconto. Il premier Conte è apprezzato da quasi il 90 per cento degli elettori del M5S e del PD . I giudizi positivi scendono al 4-5 per cento tra chi oggi vota Lega e Fratelli d’Italia. Per quanto riguarda la salute,due italiani su tre,pensando agli ultimi mesi,promuovono le strutture ospedaliere,per il modo in cui hanno affrontato l’emergenza nella regione in cui vivono. Molto più critico è stato invece il giudizio sui servizi e le strutture di medicina territoriale,valutate positivamente da appena il 38 per cento degli intervistati. Guardando al modello che si è rivelato molto efficace nel Veneto,il 72 per cento dei cittadini guarda con estremo favore alla proposta di riorganizzare la medicina territoriale,per garantire in prospettiva anche una efficace assistenza al proprio domicilio,riducendo in questo modo i rischi di una ospedalizzazione. I mesi dell’emergenza sanitaria hanno segnato in modo significativo il rapporto tra gli italiani e le istituzioni. Il 51 per cento esprime oggi fiducia nel Presidente della propria Regione di di appartenenza. E’ un dato in crescita  del 9 per cento rispetto al 42 per cento rilevato nel dicembre scorso,ampiamente condizionato dalla forte centralità politica e mediatica assunta in queste ultime settimane da molti presidenti  delle regioni. Secondo questa indagine sono oggi sette  i presidenti di regione più apprezzati. Al primo posto con il 75 per cento dei consensi c’è il Governatore del Veneto Luca Zaia,seguito con il 62 per cento dei consensi dal presidente della Campania Vincenzo De Luca. Sul podio sale anche il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini con il 60 per cento dei consensi. Al 54 per cento,alla pari,Massimiliano Fedriga del Friuli Venezia Giulia e il toscano Enrico Rossi. Sesto posto,con il 53 per cento,il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci,mentre ottiene il settimo posto il presidente della regione Sardegna Cristian Solinas,con il 51 per cento dei consensi dei suoi corregionali. La gestione sanitaria e la capacità di contenimento della pandemia hanno inciso profondamente nella pubblica pubblica. Non solo nel Veneto,ma anche in Campania e nelle Isole,dove sono state apprezzate dall’opinione pubblica la fermezza dei presidenti di Regione e le misure adottate per frenare la diffusione del virus durante  la Fase 1. In sei mesi De Luca guadagna il 25 per cento dei consensi,un forte incremento anche in Veneto,dove il governatore Zaia passa dal 60 al 75 per cento dei consensi.  Di segno opposto la tendenza in Lombardia,dove il gradimento di Attilio Fontana passa dal 54 al 38 per cento del gradimento,che sembra pagare la gestione dell’emergenza fatta di troppi tamponi e troppi giorni rinchiusi in casa. Se le misure di contenimento della pandemia sono state apprezzate da una larga maggioranza dell’opinione pubblica,più complesse si stanno rivelando le scelte del Governo Conte per la ripartenza del nostro Paese. L’opinione pubblica si divide sul Decreto Rilancio”. Può andare bene,ma a patto che i soldi ,quelli veri,arrivino subito,in fretta. Solo il 18 per cento dei cittadini promuove in pieno il provvedimento. Negativo è invece il giudizio di quattro italiani su dieci,convinti che ci sarebbe bisogno di interventi strutturali e strategie di crescita,e non di sussidi e contributi a pioggia,che poi è quello che hanno fatto sino ad ora per ottenere consenso e visibilità mediatica. Intanto la maggioranza assoluta dei nostri connazionali immagina di trascorrere le prossime vacanze estive rimanendo nel nostro Paese. Il 40 per cento restando nella propria regione o una confinante. Il 19 per cento in una diversa regione del nostro Paese. Appena il 3 per cento pensa di andare a l’estero.Un cittadino su dieci ritiene di non andare in vacanza questa estate. L’Italia è stanca di promesse e di sussidi,l’Italia e gli italiani vogliono lavoro VERO  e scelte coraggiose,oltre che di Governi SERI.

Aldo A.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.