La T.A.V. in tribunale

Nella giornata del primo ottobre si è tenuta una nuova udienza del processo sui presunti reati commessi nei lavori relativi al passante dell’alta velocità di Firenze. Al di là della ricerca di responsabilità personali nella vicenda giudiziaria,quello che più colpisce del dibattimento giudiziario è vedere come i particolari di questa opera,in un certo qual modo sbagliata,osannata come non mai in questo periodo,ovvero da quando i Cinque stelle sono passati da un governo giallo-verde a quello giallo-rosso. In particolare colpiscono le deposizioni di due dipendenti regionali del settore VIA,quello che era diretto dall’architetto Fabio Zita,prima del suo allontanamento ad altro incarico. Di come il passaggio di consegne con la dottoressa Garvin non sia mai avvenuto realmente. Il pubblico ministero ha poi precisato che lo stesso Zita aveva dato parere negativo al conferimento delle terre di scavo delle gallerie a Santa Barbara (Cavriglia) ritenendoli rifiuti. E’ stato poi istruttivo ascoltare anche l’interrogatorio di alcuni tecnici di laboratorio di analisi e del Politecnico di Torino,che hanno ricostruito la vicenda dello studio di sulla possibilità di trasformare le terre di scavo delle gallerie in sottoprodotti. E’ stato inquietante sentir dire che “quel disco verde per le terre della T.A.V.” .urlato ai quattro venti nel 2011 da Matteo Renzi e da tutti quelli della cerchia del giglio magico,non sia stato per nulla un disco verde,di come sia impossibile decidere la degradazione di tensioattivi,glicole e idrocarburi,da un singolo campione e senza poter fare continui campionamenti di tutto il materiale estratto dalla fresa. Di come sia improbabile la realizzazione e la tenuta delle colline a Santa Barbara senza l’aggiunta di ulteriori additivi. E’ stato illuminante ascoltare il Pubblico ministero leggere email con cui i committenti  della ricerca,i costruttori,facessero pressioni affinché i risultati delle analisi fossero a loro favorevoli. Probabilmente molti dei dati tecnici risultino  incomprensibili ai più,a quelli che spesso leggono soltanto i titoloni dei giornali e dei telegiornali. Ma sono tanti i piccoli di un sistema malato e corrotto che è alla base di un opera come il Passante A.V. di Firenze,dai quali sono nate le fortune politiche,ma non solo,di Matteo Renzi e del PD. Un problema tutto italiano,tipico del nostro sistema di appalti pubblici. “Un caso emblematico che non ci fa onore” disse giustamente l’allora presidente dell’Autorità anti corruzione Raffaele Cantone. La prossima puntata nell’udienza dell’udienza di ieri 8 ottobre,dove sono stati ascoltati Enrico Rossi e Antonio Davide Barretta,presidente e direttore generale della Regione Toscana.Venerdì 11 Ottobre la ministra Paola De Micheli sarà a Firenze per un sopralluogo presso il cantiere della Stazione A.V. di Firenze. L’arrivo è previsto alle 10.40 e saranno presenti  anche Enrico Rossi presidente della Regione Toscana,Dario Nardella,sindaco di Firenze,Laura Lega Prefetto di Firenze,Maurizio Gentile,Amministratore Delegato  di R.F.I. e Gianfranco Battisti,A.D. di Ferrovie dello Stato. Il pacco è servito.

Aldo

2 commenti su “La T.A.V. in tribunale”

  1. E fosse solo la TAV : La magistratura (democratica?) sta silenziando tutte le indagini inerenti le zone terremotate in Umbria. Dove sono andate giù case costruite 20-30 anni fa ma non le chiese del tredicesimo secolo.

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