La linea Milano-Chiasso

Le merci che giungono su treno dal Nord Europa,attraverso le nuove trasversali alpine svizzere,resteranno bloccate sulla Chiasso-Milano? Questo è il timore espresso da Legambiente,che nelle settimane passate ha inserito la tratta a nord di Milano tra le dieci peggiori linee ferroviarie di tutta la penisola. Sui cinquantuno chilometri della S11 già da oggi Trenord mediamente trasporta,non senza difficoltà e ritardi,quarantotto mila passeggeri al giorno,ottantamila tra Seregno e Milano. A preoccupare è soprattutto l’incremento dei convogli merci di ultima generazione che dovranno viaggiare sopra i due  binari dell’obsoleta infrastruttura ferroviaria,,quando sarà (?) a regime il sistema Alp Transit,che alla fine del prossimo anno sarà ulteriormente potenziato con la prevista entrata in funzione della galleria di Base del Monte Ceneri. I treni,che potranno raggiungere la lunghezza di settecentocinquanta metri e pesare duemila tonnellate,aumenteranno di sessanta unità quotidiane ,da centonovanta a duecentocinquanta,con una frequenza media di uno ogni dieci minuti. A suo tempo il nostro Governo aveva promesso che,in previsione dell’inaugurazione delle gallerie di base del San Gottardo,del Monte Ceneri e del Loetschberg,avrebbe adeguato l’infrastruttura lungo le vie di accesso meridionali. Sulla Luino-Gallarate sono in corso interventi di ammodernamento ,finanziati in parte da Berna,mentre sulla tratta internazionale Chiasso-Rho-Milano è rimasto tutto fermo. Il progetto di quadruplicamento dei binari da Como a Seregno,di trentasette chilometri,è stato per il momento accantonato per gli alti costi,circa tre miliardi di euro. Con la conseguenza pratica che in questa tratta internazionale,la più trafficata e la più lenta in Lombardia,i convogli viaggiano ad una media oraria di quanta chilometri,con ritardi,soppressioni e sovraffollamento che rasenta l’assurdo. Una situazione,denuncia Legambiente,figlia di scelte e strategie sbagliate. Mentre negli ultimi anni sono stati spesi miliardi  per costosi e discutibili progetti stradali,come la Pedemontana,nuova tangenziale est esterna di  Milano e Brescia-Bergamo-Milano,non ci si è preparati ad accogliere l’incremento del traffico ferroviario merci proveniente da nord. Se quindi capita un ritardo di pochi minuti e davanti si posiziona un treno merci,non si riesce più ad andare avanti. La linea non ha la capacità di assorbire tutto questo traffico. Se poi a questo si aggiungono le inefficienze di Trenord ,il quadro della situazione diventa desolante. L’Italia,in materia di mobilità,non ha delle priorità ben definite,basta vedere Genova. Ci si è buttati in progetti discutibili come il Terzo Valico dei Giovi,la nuova linea ad alta capacità di cinquantatré chilometri,di cui trentasette in galleria,che collega il sistema portuale di Genova con le principali direttrici dell’area renana,sulla T.A.V. Torino-Lione e sulla T.A.V. Milano-Venezia. E questa priorità che collega l’Italia,attraverso le grandi trasversali alpine,che la Svizzera si è appena costruita da sola,è stata di fatto messa da parte. Il risultato ? In Svizzera il settanta per cento delle merci transitano su rotaia,in Italia l’ottantatré per cento del trasporto merci  avviene  su gomma. Perché? La cosa assurda è che le risorse per gli investimenti infrastrutturali in Italia ci sono,al pari della Francia e della Spagna. Il problema vero è che vengono spesi con il metodo “a pioggia”,senza un’analisi approfondita. Si persevera con la politica del cemento e della costosissima alta velocità,quando tutti gli studi di settore indicano che il grosso della mobilità è di 20-30 chilometri al massimo. In realtà anche il Brennero è messo male. La galleria di base di cinquantacinque chilometri viene realizzata con contributo di tre nazioni e gli interessi di questi sono difficili da conciliare. E il fatto che i finanziamenti siano pubblici rende il progetto particolarmente oneroso. Inoltre anche quando sarà terminato nel 2028,ci saranno soltanto due binari e pendenze economiche importanti. La tratta Gallarate-Chiasso era il solo tratto realmente fondamentale a cui dare la massima priorità. Il tratto che serve all’Italia come alla Svizzera. Ma l’appetito vien mangiando.

Aldo A.

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