Se non fosse una cosa seria ci sarebbe da far tornare tra noi il il grande Totò e Peppino De Filippo. Purtroppo è una cosa seria , l’ennesimo caso d sprecopoli se non qualcosa di molto più serio riguardando la nostra “salute” , quella del nostro corpo e quelle e quello delle nostre tasche. L’inchiesta è del quotidiano La Verità, riguarda la (ex) ministro Lorenzin, quindi i vaccini, e correva l’anno 2017. Quindi parliamo del rapporto Osmed,dell’Agenzia del farmaco, A.I.F.A. . Esaminando i dati forniti dall’agenzia si evince che nel 2017 la spesa a carico del Servizio sanitario nazionale è cresciuta del 36% rispetto agli anni precedenti, il costo per la dose definita giornaliera è cresciuto del 62,2%. L’incremento ha riguardato in modo particolare i vaccini obbligatori, e non poteva essere diversamente se il ministro era la Lorenzin, quella dei due gemellini vaccinati in mondovisione ? Il risultato? Cinque case farmaceutiche (Gsk,Pfizer,Merck,Sanofi,Pasteur e Seqirus) hanno visto lievitare il loro giro di affari di non meno di 130 milioni di euro. Cifra che equivale alla maggiore spesa vaccinale rispetto al 2016. I casi della vita. Una ulteriore precisazione : alla fascia “C” , cui prezzi sono liberamente dalle case farmaceutiche e che di norma sono a carico del cittadino/genitore. Nel 2016 l’autorità garante della concorrenza consigliava di includere i vaccini ” in una nuova classe che preveda la possibilità per gli organi pubblici, appositamente determinati, di verificare e negoziare i prezzi di riferimento con le imprese titolari” allo scopo di di “ottenere ulteriori margini di sconto a fronte delle specifiche condizioni di transazioni, ( quantitativo acquistato) in virtù di un maggiore potere negoziale”.Il decreto della Lorenzin lo affidava all’Agenzia del farmaco. Sino a quel momento ogni regione provvedeva in ordine sparso. Le cose si mettono subito male. Nel 2017 la senatrice Taverna (M5S)(quella del quartiere romano “Quarticciolo” finita sui giornali per un’alloggio popolare in affitto alla mamma anche se questa è proprietaria di un’altro alloggio) presentava un’interrogazione ai ministri Beatrice Lorenzin e Pier Carlo Padoan per comprendere perché “a distanza di circa quattro mesi dalla legge di conversione del decreto vaccini” l’A.I.FA. non abbia avviato alcuna procedura di negoziazione per la fissazione dei prezzi dei vaccini con grave vulnus rispetto a quanto impone la normativa”. Secondo la Taverna ” la mancata negoziazione avrebbe determinato un elevato danno alle casse pubbliche”, in quanto avrebbe condotto a una riduzione dei prezzi di acquisto in funzione di un acquisto accentrato. Passata la fiammata della Taverna , finita (almeno temporaneamente) la gogna della casa del Quarticciolo che poi si ripresenterà a ruoli invertiti. La trattativa si concluse con un nulla di fatto. Allora come oggi , tra i finanziatori di campagne elettorali ci sono anche le case farmaceutiche e le loro multinazionali di riferimento. La stampa di inchiesta ha bisogno di vendere spazi pubblicitari. Il cerchio si chiude.
Aldo A.
