Il PD:l’Umbria e le altre

I giornali,i media,di una certa collocazione politica hanno “coperto” ,sino a quando è stato possibile,lo  scandalo dell’Umbria rossa PD con i titoloni su Salvini e l’incapacità,presunta o reale, di questo governo gialloverde. Lo scandaloso e arrogante gesto della presidente della regione Umbria Catiuscia Marini,che dopo aver dato le dimissioni da Presidente della regione per lo scandalo della sanita,in cui è coinvolta insieme con altri esponenti politici,e dirigenti regionali,nel momento di mettere al voto tale provvedimento,non solo non si è astenuta,come prassi e buona creanza vuole,ma ha votato contro le proprie dimissioni,e così facendo con una striminzita maggioranza,undici voti in tutto,le sue dimissioni annunciate sono diventate una burla,una pernacchia istituzionale al popolo umbro. Quello che deve valere per un sottosegretario della Lega,può non valere per Catiuscia Marini,presidente della Regione Umbria. Salgono così a cinque le regioni rosse travolte da inchieste a dirigenti locali e governatori in quota PD. Mentre i sondaggi sembrano rianimare questo partito, e la magistratura e  la giustizia democratica,come una lavatrice ripulisce l’ex sindaco di Roma Marino,nel partito orfano di Renzi e del tunnel del sotto attraversamento,torna nel partito la questione morale,ma questo vale solo per gli altri. Nicola E Zingaretti,fratello del “Commissario Montalbano”,da la fiducia alla magistratura, come il Papa da la benedizione dalla finestra di Piazza  San Pietro. Nicola Zingaretti commissaria il partito in mezza Italia,come in Abruzzo,Basilicata,Puglia e la Calabria,quest’ultima con il 73 percento delle case, in tutto od in parte,abusive. Macigni sulla campagna elettorale del Partito del Danaro. Del PD. Consuetudini clientelari e dinamiche potere,politico come economico. Appena poche settimane fa il PD aveva subito una storica sconfitta in Basilicata,regione dove governava da venticinque anni. Determinante l’inchiesta giudiziaria che a luglio aveva portato all’arresto del governatore Marcello Pittella. La solita storiaccia di concorsi truccati,raccomandazioni e la usata come ascensore sociale,potere per i soliti notabili locali di partito,parenti ed amici. A fine marzo si è votato per il rinnovo del Consiglio regionale,Pittella disarcionato dall’inchiesta sulla sanità lucana è tornato in Consiglio forte di oltre ottomila preferenze. La sua lista batte quella del PD. I suoi ex assessori regionali,indagati,siedono insieme a lui,nel Consiglio. Puglia. Emiliano,quello della ferrovia ad un solo binario,quella dei morti per lo scontro frontale tra due treni,quello dei fondi UE assegnati da questo onest’uomo di magistrato prestato alla politica. Emiliano è finito sotto inchiesta per una vicenda legata al finanziamento delle primarie del partito,quando il governatore sfidò Renzi e Orlando. Per la Procura di Bari due imprenditori,con interessi diretti sugli appalti della regione, pagarono la campagna elettorale dell’ex magistrato. Da qui l’abuso di abuso di ufficio. Emiliano,da bravo magistrato,si è sempre professato innocente,estraneo ai fatti. Guai per il PD anche in Calabria,dove c’è un’indagine anche per il presidente della regione,Mario Oliviero. Per lui,a suo tempo,venne disposto l’obbligo di dimora,a marzo annullato dalla Cassazione. L’indagine riguardava,riguarda,presunte irregolarità in due appalti gestiti dalla regione e per i quali la Guardia di Finanza,oltre ai presunti reati contestati a Oliviero,per gli altri indagati ,era stato riscontrato il reato di falso,corruzione e frode in pubbliche forniture. Dopo oltre tre mesi il Presidente Oliviero torna libero con un provvedimento della solita Cassazione,che potrà sfruttare in funzione in chiave politica per ricandidarsi nonostante le perplessità di buona parte del PD calabrese. Passiamo ora al terremoto di inchieste in Abruzzo,dove il tribunale di L’Aquila ha disposto l’archiviazione della posizione dell’ex presidente regionale Luciano D’Alfonso,oggi ripagato con un seggio senatoriale in quota PD. L’inchiesta era uno dei filoni seguiti dalla Procura della Repubblica sugli appalti della regione. Tra i principali,la gara di affidamento dei lavori di ricostruzione di Palazzo Centi,sede della Giunta Regionale a L’Aquila. Il primo ottobre si terrà l’udienza preliminare per un’altra vicenda in cui si rischia il processo,quello della Procura di Pescara,inerente una delibera di Giunta del 2016,avente come oggetto la riqualificazione e la realizzazione del parco pubblico di Villa delle Rose di Lanciano (Chieti),con le accuse di falso ideologico per aver falsamente attestato,stando all’accusa,la presenza del governatore in Giunta. E qui mi fermo perché ho finito l’inchiostro.

Aldo A.

5 commenti su “Il PD:l’Umbria e le altre”

  1. Il modello Cinque Stelle ha spaventato la Rossa Toscana.Rossa in tutti i sensi,compreso e soprattutto,quello del bilancio. Le problematiche sono ben conosciute ma sapientemente tenute al di sotto di un pesantissimo tappeto di omertà.

  2. Da Il Giornale :” Mercato delle toghe, altri indagati: perquisita la casa di Palamara
    Consegnati anche due avvisi a comparire a un menbro del Csm e a un pm, per rivelazione del segreto e favoreggiamento.
    Perquisizione nella casa del magistrato Luca Palamara. In queste ore, gli agenti della guardia di finanza stanno passando al setaccio l’abitazione dell’ex componente del Consiglio superiore della magistratura, indagato per corruzione.”
    Chissà mai perché quando si tratta di un magistrato si procede con i piedi di piombo se non con l’insabbiamento.La Giustizia è uguale per tutti ?

  3. Mettiamola in questo modo: O non si tagliano le pensioni,o non si accolgo i clandestini /migranti. Secondo voi,considerando quanto fatto sinora, chi ci rimetterà?

  4. Cinque anni di governi PD ci ha resi un popolo di terremotati Zingaretti cosa ha fatto concretamente per L’Aquila e le altre aree? V lo dico io: Hanno usato questi fondi per i clandestini /migranti.

  5. Il PD non ha mai smesso di “governare”. Continua a farlo attraverso Magistratura Democratica. Il braccio armato del PCI /DS/PD nella Ingiustizia italiana. L’ultima quella del nigeriano che bellamente e’ stato liberato perché NON ha fatto abbastanza male a quel popolo di pecoroni che è da decenni e’ diventato quello italiano.

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