Il Governo,l’Italia e..

Era il 2011 quando il quotidiano economico Il Sole 24 Ore titolava”Fate presto”. Si era in piena crisi economica,con lo spread tra i B.T.P. e l’equivalente tedesco era arrivato a 550 punti base e l’Italia finanziaria seriamente a rischio. Lo stesso titolo venne scelto nel 1980 dal quotidiano napoletano Il Mattino,in quel caso l’allarme arrivò a tre giorni dal terremoto dell’Irpinia. Anche oggi ci ritroviamo con quel “fate presto” che riecheggia nella Fase 2 dell’emergenza sanitaria da Coronavirus,nella quale tensioni economiche e sociali si moltiplicano  di giorno in giorno. La crisi aumenta,come conferma lo stesso Governo che parla di “mesi molto difficili ” e di “conseguenze economiche molto dolorose”. Le promesse a sostegno delle imprese,che il Governo aveva fatto con il Decreto Legge”Cura Italia” e il Decreto “Liquidità “,si sono scontrati con l’atteggiamento delle banche, da cui i soldi dovevano arrivare,ma non arrivano. Adesso si assiste allo scontro in seno alla maggioranza di Governo sul £Decreto Rilancio” che dovrebbe mettere a disposizione 55 miliardi  di euro per le imprese,famiglie e lavoratori. C’è stata poi la “Regolarizzazione dei braccianti “,tanto utile,a parole,per agevolare la nostra agricoltura,ma che nei fatti è una regolarizzazione mascherata dei clandestini/migranti,che ora hanno riaperto la via balcanica. C’è un Paese che grida aiuto e un Governo che litiga su un tema che  si potrebbe scorporare,se non altro perché vi sono tanti italiani che hanno le competenze per farlo bene e meglio. C’è un Paese che grida aiuto e un Governo che si preoccupa di temi di importanza secondaria. Il rapporto dell’area Studi di Medio Banca scrive di un PIL destinato a calare del 9,1 per cento,gli analisti scrivono “della peggiore crisi dal dal dopoguerra”,e loro  che sono al Governo del Paese litigano per questioni di mera bottega personale. E mentre la maggioranza di governo si smarrisce nei propri provvedimenti,c’è un altro allarme da non sottovalutare e che riguarda le aziende. Il Procuratore di Catanzaro,Nicola Gratteri,ha detto che “le mafie si stanno comprando il brand Italia”. In particolare,nel mirino delle mafie ci sono alberghi,ristoranti ed altre decine di tipologie di attività,finanche ai parrucchieri per uomo o signora ed altre decine di attività.Secondo il magistrato ” la’ndrangheta è arrivata prima dello Stato”. Le storie di imprese finite in mano agli strozzini si moltiplicano non soltanto al Sud Italia. Sulle pagine del quotidiano torinese La Stampa si racconta la vicenda di un imprenditore che chiese un prestito di 10 mila euro ad uno strozzino e in un solo mese ne ha dovuti versare 4 mila di soli interessi. Il nostro Paese è vicino al collasso economico e sociale,dove la rapidità e la chiarezza dei provvedimenti è un valore aggiunto fondamentale. E cosa fa il Ministro degli Esteri,nonché leader del Movimento Cinque Stelle ? Corre a riprendersi la cooperante Silvia Romano in un villaggio del Kenia,dove non avrebbe dovuto andare perché non in possesso dei requisiti minimi,ne la capacità professionale e di esperienza. Il nostro Paese è prossimo al collasso e il nostro ministro non trova di meglio che andare con un volo di Stato per andarla a riprendere e fare passerella mediatica a spese dei cittadini contribuenti.

Aldo A.

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