Che Italia è questa

Signori e signore la tregua fiscale, semmai iniziata, è già al capolinea. Dal Primo di Marzo riprenderà a pieno regime il lavoro dell’Agenzia delle Entrate, con l’invio di circa 50 milioni di cartelle esattoriali. Un argomento questo che dovrà affrontare nel minore tempo possibile il Governo di Mario Draghi. Le pratiche, che si sono accumulate nel 2020 sono da togliere il fiato anche ad un maratoneta. Si parla di 34 milioni di pratiche, che dalla sola Agenzia della  Riscossione, e 16 milioni dall’Agenzia delle Entrate. I tecnici del Ministero dell’Economia stanno valutando di far ripartire, in maniera graduale, la “macchia amministrativa” . Le Cartelle dovrebbero arrivare nell’arco di due anni. Ci sono pochi giorni di tempo per trovare una soluzione che permetta di trovare una soluzione che eviti di infliggere l’ennesima stangata ai cittadini italiani, già enormemente penalizzati dalla crisi economica e dalla Pandemia Sanitaria. Sul tavolo del Governo c’è già il Decreto Ristoro 5, che è rimasto bloccato a causa della crisi del Governo Conte Bis. Come si legge  . dai giornali il il finanziamento è stato finanziato con uno Scostamento di Bilancio di 32 miliardi di euro. Nel testo sarà necessario riscrivere i criteri di accesso ai Contributi a Fondo Perduto, con una scelta  che previlegi i Ristori Perequativi, una sorte di conguaglio per le attività, che tenga conto del calo di Fatturato su base annua, e l’incidenza dei costi fissi. Resta l’incognita della Rottamazione Fiscale. Il Governo Conte Bis stava studiando una nuova rottamazione per alleggerire le Cartelle Esattoriali nella parte relativa a Interessi e Sanzioni. Era scritto sui quotidiani di un ipotesi di saldo e stralcio , per quelle Cartelle Esattoriali, che entro un determinato importo, rappresentavano più un costo per lo Stato  che un’entrata. Adesso c’è grande attesa, e bisognerà vedere se questa operazione verrà inserita nel Decreto Ristori 5, o se sarà definitivamente accantonato. Vedremo a questo punto quali provvedimenti ci riserverà il Governo di Mario Draghi, infarcito di Partiti  e Movimenti costretti a dialogare, ad accettare provvedimenti indigesti, e lontani dalle loro idee di Gestione della Cosa Comune. Il coraggio di nuove, rapide Elezioni. Forse questa ultima ipotesi sarebbe la migliore per noi, ma la meno gradita dai Mercati Finanziari.

Aldo A.

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