Ad Arezzo si muore !!!

Basta inquinare l’aria!Questa frase perentoria è lo slogan finale di ” Clean air for healt ” , la prima conferenza mondiale della Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.)  sull’inquinamento atmosferico e sul riscaldamento climatico, in collaborazione con l’O.N.U. ed altre prestigiose sigle internazionali, da poco conclusa a Ginevra. Nessuno ormai può dire di non sapere che l’unica cosa da fare è ridurre l’inquinamento e mitigare gli effetti sul clima. La città di Arezzo, provincia della rossa Toscana, risponde triplicando l’attività  produttiva della Chimet S.p.a. Si, ma entro i limiti di legge, informano. Ma ormai è scientificamente provato che rispettare i limiti di legge non protegge la salute. Perché mai ‘ ?. Perché l’impatto sulla salute dei vari inquinanti avviene anche al di sotto dei cosiddetti “limiti di legge” vigenti( vedasi lo studio europeo E.S.C.A.P.E. ( European Study of the Cohorts Air Pollution Effects ) ed è spalmato su una serie infinita di patologie, dal Diabete tipo 2 alla Cirrosi , da l’Alzheimer alle demenze, dall’obesità ai disturbi della riproduzione, dai disturbi dell’attenzione alle malattie  cardiocircolatorie come infarti e ictus, non dimenticando le malattie polmonari e tumori. Non manca praticamente nessuno all’appello. C’è poi da sottolineare che ogni inquinante viene valutato singolarmente senza tener conto dell’effetto combinato, ovvero del potenziale effetto sinergico delle miscele dei vari inquinanti. E’ quindi eticamente inaccettabile questa triplicazione  delle attività produttive della Chimet in una area già compromessa e satura dalle decine di industri insalubri di prima classe, tra cui A.I:S.A. , l’inceneritore pubblico  che brucia circa 45 mila tonnellate annue di rifiuti e che dista 4,5 chilometri in linea d’aria dalla predetta Chimet S.p.a. In vista della Conferenza dei Servizi confidiamo nella lungimiranza e nella saggezza dei vari organi decisionali, politici e tecnici, affinché venga impedito questo ulteriore aumento di emissione di inquinanti che andranno a gravare sulla salute dei cittadini,grandi e soprattutto piccoli , aretini. C’è poco da sperare se nel 2016, nella medesima località, gli studiosi scrivevano : ” Pur tuttavia nella popolazione esposta alle ricadute dell’inceneritore aretino si sono evidenziati , nel          medio-lungo periodo, eccessi di ospedalizzazione per malattie urinarie , eccessi di mortalità per leucemie e, come effetti a breve termine, eventi sfavorevoli della riproduzione come prematurità  e basso peso alla nascita “.

Come vogliamo definire tutto questo ?

Aldo A.

 

 

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