A proposito di lavoro

I lavoratori occupati sono diminuiti di 470 mila unità,rispetto al primo trimestre di quest’anno,e di 841 mila rispetto al secondo trimestre del 2019. Questo è quanto è stato rilevato da l’ISTAT sul mercato occupazionale,sottolineando che la riduzione è dovuta soprattutto al calo dei lavoratori a termine e dei lavoratori autonomi. Rispetto al secondo trimestre 2019 ,il numero dei lavoratori dipendenti con contratto a termine sono diminuiti di 677 mila unità,pari ad un meno 21,6 per cento,mentre i lavoratori titolari di Partita Iva hanno perso 219 mila unità lavorative,pari ad un calo del 4,1 per cento,a fronte di un calo del 3,6 per cento dell’occupazione complessiva. Il numero dei lavoratori dipendenti stabili ha subito un lieve incremento, su base tendenziale,di 55 mila unità,con un aumento dello 0,4 per cento. Il tasso di occupazione tra i quindici e i 64 rileva  anni scende al 57,6 per cento. Nel confronto annuo ,l’Istituto di Statistica rileva una prosecuzione della riduzione del numero di persone in cerca di occupazione,con un calo di 647 mila in un anno e del 25,4 per cento su base percentuale. Si accentua,inoltre,l’aumento del numero di inattivi della fascia di età tra i quindici e i sessantaquattro anni di età,con un milione e trecentodieci mila in più in un anno,con un incremento del 10 per cento ,già osservato nel trimestre precedente. Il tasso di disoccupazione è diminuito rispetto sia al trimestre precedente ,sia allo stesso trimestre del 2019,e viene associato,per congiuntura e tendenza,al tasso di inattività degli individui della fascia 15-64 anni. I dati provvisori del mese di luglio 2020 indicano la ripresa del tasso di disoccupazione e il calo di quello di inattività. Dal lato delle Imprese il calo della domanda di lavoro,si registra,sia in termini congiunturali che tendenziali,una diminuzione delle posizioni lavorative dipendenti del 3,9 per cento rispetto al trimestre precedente,e del 4 per cento su base annua. Il ricorso alla Cassa Integrazione registra una variazione positiva di 323,2 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti si incrementa dello 0,4 per cento su base congiunturale,e diminuisce dello 0,5 per cento su base annua. In deciso incremento il costo  del lavoro in termini congiunturali,con un incremento del 5,4 per cento,e del 6,3 per cento su base tendenziale  annua. Il Governo giallo-rosso,in buona sostanza,si dirige nella direzione opposta a quella che un buon padre di famiglia farebbe,come tagliare il costo del lavoro ed eliminare l’assistenzialismo sfrenato,con una immigrazione clandestina che ci costa una enormità,in buona parte pagata dall’Italia e non dalla UE,anche per cavilli burocratici tra il nostro Paese  e i soloni di Francoforte,oltre che una classe politica nostrana non all’altezza della situazione.

Aldo A.

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