Quanto vale l’onesta’

Nel bilancio dello Stato,la lotta agli sprechi fa parte di quello che noi ,in termini pratici ,definiamo “revisione della spesa”. Questa voce dovrebbe contenere tutte le uscite di bilancio cancellate perché ritenute uno spreco o,più semplicemente una spesa che non possiamo più permetterci in un periodo di vacche magre.Quindi,se si vuole rientrare nel documento di bilancio preventivato,trovare le risorse per tagliare le tasse o semplicemente tagliare uno spreco,è questo il documento che bisogna produrre. Tutti i governi annunciano che la lotta agli sprechi sarà uno degli obiettivi primari della loro azione.Molto spesso i risultati sono modesti ,se non insignificanti. Così sta puntualmente accadendo anche per il governo giallo-verde. In campagna elettorale l’annuncio grandioso:” risparmieremo trenta miliardi dai tagli agli sprechi”. Pensando alla durata ottimale di un governo,cinque anni,si tratterebbe di eliminare sprechi per una media di sei miliardi per ogni anno dell’Esecutivo. I documenti economici,tra i tutti il Documento di Economia e Finanza 2019,con le proiezioni finanziarie per il periodo 2019-2022,presentano relativamente alla revisione della spesa,cifre minori. Scomparso,appena dopo l’annuncio dato da Di Maio,il gruppo “mano di forbice”,per la revisione della spesa:ipotizzavano un taglio per il succitato periodo pari ad otto miliardi,ma realizzarlo non sarà ne facile,ne scontato. Lo conferma il rapido ritiro dei due viceministro Massimo Garavaglia (Lega) e Laura Castelli (M5S),nominati commissari proprio per tagliare spese e sprechi. Per sprechi che si intendono   eliminare si va dalla riduzione di agevolazioni fiscali al taglio dei parlamentari;dall’eliminazione delle scorte di Polizia ritenute ingiustificate ai vitalizi;dalle super pensioni dei sindacalisti a chissà quale altro (giusto) taglio. Quando anche si riuscisse nell’intento dei tagli,si rileva che nei documenti sopra indicati,la spesa comunque complessivamente continuerebbe a crescere,nel periodo 2019-2021,dell’8,85 percento,passando dagli 853,6 miliardi del 2018 ai 929,1 del 2021. Il che annullerebbe i benefici del predetto taglio o spreco che sia. Eliminare gli sprechi della spesa pubblica spesso significa scontrarsi con posizioni di rendita consolidate,che esistono da anni se non da decenni,i cui beneficiari non sono per nulla disponibili a rinunciarvi. Quindi ricorsi che si inseguono l’uno con l’altro,vanificando di fatto l’aspetto amministrativo che animava il provvedimento stesso.E  poi,chi deciderebbe quali sono gli sprechi da tagliare oppure quelli meritevoli di mantenimento ? Dagli ottanta euro concessi dal Governo Renzi a determinate categorie di cittadini, oggi ritenuta una regalia,alle agevolazioni fiscali accordate a categorie di operatori economici,quali imprese od enti pubblici. Volando un poco più in basso,forse una vera lotta agli sprechi si potrebbe fare semplicemente pretendendo da tutti un’onesta applicazione della legge,delle norme esistenti. A chi opera nella Pubblica amministrazione,comprese  le alte cariche. I furbetti del cartellino,la cresta nell’acquisto di beni e servizi.Tanti provvedimenti annunciati ma che rimangono lettera morta. Come la nostra economia. L’onestà vale dieci miliardi l’anno. Quanto costa la disonestà diffusa in tutta Italia ? Abbastanza da ucciderla.

Aldo A.

Il prosciutto su gli occhi

Sfiorano il milione,ben oltre le ottocentomila,i prosciutti di Parma e San Daniele sequestrati su ordine delle Procure di Torino e Pordenone,perché ottenuti da maiali danesi,razza Duroc,non ammessi dai disciplinari dei Consorzi di tutela. I numeri sono quelli del rapporto 2018 e diffusi nel mese di maggio di quest’anno,dall’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (I.C.Q.R.F.),del Ministero per le Politiche Agricole. Tutto è partito nel 2017 da due distinte operazioni avviate a tutela dei prosciutti a marchio D.O.P. ,dirette dalle Procure della Repubblica di Torino e Pordenone. Nello specifico,circa 480 mila prosciutti esclusi,tramite smarchiatura,dal mercato delle produzioni a Denominazione di Origine Protetta,oltre 500 mila cosce smarchiate di iniziativa da parte dei singoli allevatori. E’ anche vero che non molti di noi,quando andiamo dal nostro salumiere di fiducia,possiamo direttamente verificare la bollinatura  o la fatturazione. Continua a leggere Il prosciutto su gli occhi

Il PD e l’aeroporto di Firenze

La sentenza del T.A.R. che blocca l’iter amministrativo dell’aeroporto di Firenze Peretola è un atto che potrebbe aprire nuove prospettive nel contesto delle opere,più o meno utili,più o meno indispensabili,per l’Italia,e segnatamente per la Toscana,Firenze. Il T.A.R. toscano si è pronunciato sulla elevata mole di prescrizioni che supplivano alle carenze progettuali delle opere relative al nuovo aeroporto,annullando la Valutazione di Impatto Ambientale,la V.I.A., elaborata dai ministeri presieduti dall’allora ministro Galletti (U.D.C.) e Franceschini (PD). Tentiamo ora di spiegare il perché,su quali basi,di questa bocciatura,contenuta nella sentenza (Sezione I,n. 793/2019),alla V.I.A. (D.377/2018) ,del Masterplan 2014-2029,presentato da E.N.A.C. e Toscana Aeroporti S.p.A. ,che rappresenta un’esempio di come NON si dovrebbe procedere se vogliamo il bene del Paese. Come a suo tempo fu evidenziato il D.L. del 16 Giugno 2017,varato in seguito alla direttiva 2014/52/UE,ha modificato il procedimento  di V.I.A. rafforzandolo,ovvero favorendo l’azione a discapito del controllo. Continua a leggere Il PD e l’aeroporto di Firenze

Il Forteto e il PD

Oggi il Forteto è una fiorente cooperativa agricola toscana a pochi chilometri da Firenze . Tra le mura della fattoria di Vicchio,dove stagionano formaggi e distillano oli,un tempo paurosamente vicino hanno albergato storie di orrori di cui si è volutamente taciuto. A causa della dolorosa rinuncia delle istituzioni a oni forma di controllo,per la cecità di un sistema ‘malato’ che ha fatto gli interessi degli orchi e dei loro amici. Tutto ebbe inizio nel 1977 ,a Farneto,un piccolo comune in provincia di Perugia,dove trenta giovani occuparono un casolare ai piedi delle colline. A guidarli sono due comunisti toscani,Rodolfo ‘Foffo’       Fiesoli ,detto il ‘profeta per i suoi discorsi  ispirati e Luigi Goffredi ,’ideologo’   noto per le sue pionieristiche teorie ‘gender’ . Ex sessantottini che hanno in mente di fondare una comunità pastorale che viva del lavoro della terra e segua un percorso esistenziale improntato al rifiuto dei legami biologici e alla ricerca della famiglia ‘alternativa’. Continua a leggere Il Forteto e il PD

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