L’Italia è disorientata

I fatti delle ultime settimane hanno inciso in modo significativo nel consenso elettorale dei partiti o movimenti. Questo istituto di ricerca ha misurato il peso elettorale delle diverse forze politiche. La Lega di Matteo Salvini,seppure in lieve calo,ad oggi avrebbe comunque il 31 per cento del consenso elettorale.Il Partito Democratico si attesterebbe al 19 per cento,il Movimento Cinque Stelle al 16,4 per cento. Il Partito della Meloni,in crescita,supererebbe il 10 per cento,staccando  Forza Italia  ferma al 5,8 per cento,pur avendo tre canali televisivi e relativi telegiornali . Italia Viva è ferma al 4,5 per cento dei consensi ,al LeU il 3 per cento dei consensi. La tendenza disegna in modo efficace gli spostamenti dell’ultimo mese. Il Partito di Salvini  passa dal 34 per cento  di metà novembre al 31 per cento di questa rilevazione. Stabile il Partito Democratico,in lieve ulteriore calo dalla precedente rilevazione  risulta il M5S ,che passa dal 17,2 al 16,4 per cento. Infine continua la crescita di Fratelli d’Italia che guadagna almeno un punto percentuale rispetto alla passata rilevazione. Analizzando il peso dell’attuale maggioranza  e dell’opposizione,la prima passa  dal 47 per cento di inizio settembre  al 43 per cento di quest’ultima rilevazione. In tre mesi,secondo quest’ultima rilevazione la maggioranza nella sua interezza perde circa tre punti percentuali. Cresce di un punto e mezzo l’area di Centro-Destra che passa dal 46 al 47,4 per cento. L’istituto di statistica ha poi verificato la conoscenza degli italiani in relazione al cosiddetto “Salva-Stati” ,da giorni al centro dello scontro politico. Lo conoscono esattamente appena il 9 per cento degli intervistati,il 25 per cento dichiara di averlo compreso,ma solo in modo generico. Il 66,2 per cento,due italiani su tre,afferma di non aver compreso di cosa si tratti.E questo dato la dice tutta sui media. L’Istituto di ricerca ha poi analizzato l’opinione dgli italiani sulle principali misure della Legge di Bilancio. La manovra al centro del confronto politico da settimane ,divide l’opinione pubblica italiana. Risulta apprezzata da oltre l’80 per cento degli italiani la decisione di bloccare l’IVA  che sarebbe dovuta aumentare a fine anno. Tre italiani su quattro piace l’eliminazione del super-ticket   sanitario,al 63 per cento l’agevolazione sugli asilo nido. Promossa anche la riduzione ,seppure timida,del cuneo fiscale. Vengono,invece,decisamente bocciate dagli italiani,le micro-tasse,condivise da appena un terzo degli intervistati. Siamo ancora con la testa al Natale.Nella percezione complessiva della manovra finanziaria sembrano prevalere le criticità,quattro italiani su dieci immaginano che dopo l’approvazione della manovra dovranno pagare più tasse. Il 37 per cento non prevede grandi variazioni. Per appena l’8 per cento l’imposizione fiscale diminuirà. Nella percezione di tre italiani su quattro le disuguaglianze economiche e sociali negli ultimi dieci anni sono aumentate. La crisi economica ed i tagli alla spesa sociale pesano,anche e soprattutto sulle prospettive dei più giovani e ne contraggono le prospettive future,in un Paese come il nostro nel quale la mobilità sociale appare decisamente in frenata. Questi sono alcuni dei dati sugli italiani e la povertà educativa minorile,promossa dall’impresa sociale “Con i bambini” ,in occasione della “Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.  Molto forte resta l’influenza dello status famigliare di partenza,con riferimento alle opportunità di crescita sociale ed economica.Le probabilità di un ragazzo nato da una famiglia a basso reddito di avere successo  sono ad oggi più basse rispetto a venti o trentanni fa. E’ il lavoro la priorità assoluta indicata da oltre l’80 per cento degli italiani. Nell’agenda dei cittadini per il Governo del Paese  ,l’occupazione si conferma in testa,superando le richieste di riduzione della pressione fiscale e delle misure per il rilancio dell’economia,indicate da circa i due terzi degli italiani. Il 65 per cento vorrebbe una maggiore efficienza della sanità pubblica,sei italiani su dieci una migliore sicurezza urbana. Secondo gli italiani due degli aspetti più importanti in un rapporto di lavoro sono la retribuzione e la stabilità del lavoro.  Questo clima di insicurezza occupazionale e il dibattito sul futuro dell’ex Ilva di Taranto hanno contribuito negli ultimi mesi ad incrementare il numero di italiani favorevoli ad un intervento dello Stato in settori come ad esempio l’acciaio. Soltanto un 15 per cento degli intervistati pensa alla nazionalizzazione ,circa un quarto è contrario all’investimento di soldi pubblici. Il 51 per cento vedrebbe con favore la partecipazione pubblica al fianco dei privati. Gli italiani hanno fame di stabilità ,di lavoro vero, e governanti lungimiranti. Raggiungeranno mai questi obiettivi ? A voi,a noi la risposta.

Aldo A.

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