L’emergenza Italia

Acqua alta a Venezia e alluvione a Matera. E’ l’ordinaria emergenza che vive l’Italia ogni volta che è attraversata da una perturbazione anche solo leggermente fuori dalla norma,quotidianità di un Paese in conclamato dissesto idrogeologico . Una piaga che ogni volta si promette di combattere con piani di emergenza straordinari che potrebbero creare nuove anche nuove opportunità di lavoro. Tutto poi si risolve in tante parole,molte leggi ,nuove strutture operative definite ‘speciali’ e pochi,pochissimi atti concreti. Come sottolinea la Corte dei Conti nella relazione sul “Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico 2016-2018″del 31 ottobre scorso. Un documento che riepiloga gli innumerevoli interventi legislativi varati dai vari Governi  che si sono succeduti,dai quale si evince un’unica amara verità : ” le risorse del Fondo Progettazione effettivamente erogate alle Regioni,a partire dal 2017,rappresentano ad oggi soltanto il 19,9 per cento del totale complessivo in dotazione,a testimonianza dell’inadeguatezza delle procedure ,della debolezza delle strutture attuative degli interventi,dell’assenza di controlli e monitoraggi . Infatti sono stati erogati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare soltanto la prima tranche,pari al 26 per cento dell’importo richiesto da ciascuna regione richiedente. Non è stata erogata la seconda tranche,pari al 47 per cento,non avendo nessuna Regione completato le progettazioni finanziate “. Rispetto all’indagine precedente del 2015,annotano i giudici,” il quadro complessivo delle problematiche risulta immutato,nonostante gli interventi correttivi posti in essere”. Per avere un’idea  di  quanto è stato richiesto dalle Regioni,o meglio,da quelle pochissime Regioni sono state in grado di presentare progetti per i quali è possibile passare alla fase operativa,basta dare un’occhiata alla tabella riguardante il “Piano stralcio per le aree metropolitane” ,una sorta di percorso preferenziale,per erogare più velocemente i finanziamenti,allegata alla relazione aggiornata al 31 maggio 2019. La Liguria,a titolo di di esempio,regione regolarmente e tristemente colpita dalle alluvioni,si vede assegnare una somma complessiva di  275 milioni di euro,dei quali ne sono stati realmente erogati soltanto 41,2. La Lombardia attendeva poco più di 112 milioni,ne ha realmente ricevuti quasi 17,il Veneto ha ricevuto poco più di 15 milioni a fronte di una assegnazione di oltre 104 milioni. Cinque Regioni (Abruzzo,Liguria,Lombardia,Sardegna,Toscana e Veneto) hanno ricevuto la prima tranche di finanziamento a titolo di anticipo,pari al 15 per cento di quanto previsto. Soltanto l’Emilia Romagna ha ottenuto le prime cinque tranche,pari a 20 milioni di euro sui 27 previsti,per un’importo complessivo di 114,4 milioni di euro,somma questa che ha esaurito “le risorse di bilancio del competente e già citato ministero,pari a 96.438.142 milioni “. Poi più nulla. E ripetiamo che queste sono le Regioni considerate virtuose. Le altre,soprattutto del Mezzogiorno,non avevano prodotto neanche gli Studi di Fattibilità. Solo segnalazioni di intervento. Anche il Fondo Nazionale piange. La Puglia,che nel triennio 2016-2018 è stata oggetto di 32 alluvioni,26 frane e un cedimento do costa,che dovrebbe ricevere 405.276.375 euro totali,se ne è visti assegnare 11,5 milioni. La Sicilia,con 14 alluvioni,48 frane e 10 cedimenti di costa,per i quali attendeva 357 milioni,ne ha visti arrivare soltanto 16 ed incassati 4,1 milioni. E così via. E naturalmente il tempo passa e la situazione del Paese si aggrava,con conseguente esplosione dei costi e dei fondi necessari. Se nella programmazione 2000-2014 si contavano richieste per 1.781 interventi sull’intero territorio nazionale,con un fabbisogno stimato di 9,5 miliardi,a luglio 2015 il numero di interventi era salito ad oltre 7 mila con un fabbisogno di circa 22 miliardi. Due anni dopo,a maggio 2017,il fabbisogno presunto era di 9.420 interventi con un’esborso previsto di 28 miliardi di euro. Ma cosa blocca i Cantieri ? la risposta l’ha data il M.A.T.T. ,scrivendo “problemi di spesa da parte dei soggetti attuatori (Presidente della Regione) dovuti in parte a problemi di ordine burocratico e amministrativo e in parte di ordine burocratico,e in parte per la cronica mancanza di progettazione di livello adeguato “. E qui,come nel Gioco dell’Oca,siamo tornati al punto di partenza. Alla Testa che non funziona bene.

Aldo A.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi