La magistratura a chi risponde?

La polemica,lo scandalo, che ha travolto nell’ultima settimana il Consiglio Superiore della Magistratura ha superato il limite del consentito in una democrazia,per poi assumere quello dello scontro durissimo tra le diverse correnti politiche che al suo interno lo compongono, sino ad annullare quella reale,auspicabile indipendenza che come vessillo viene innalzato ogni qual volta una forza estranea cerca di cambiare lo stato delle cose. quando un magistrato viene accusato di un qual si voglia reato. Tutto ha inizio con l’inchiesta della Procura di Perugia nei confronti dell’influente magistrato Luca Palamara,ex consigliere del C.S.M. ed ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati,accusato di corruzione per una serie di regalie che avrebbero poi influito nell’esito di talune sentenze.Informato per “vie alternative” dai colleghi,avrebbe  poi cercato di bloccare le indagini attraverso le nomine all’interno della Procura di Perugia. L’indagine,attraverso la diffusione del contenuto di alcune intercettazioni ambientali,ancor prima di essere verificate,ha fatto emergere un intreccio di relazioni,frequentazioni e accordi da parte di altri esponenti del C.S.M.  con alcuni politici ,il più noto dei quali è Luca Lotti,ex ministro dello Sport nel Governo Renzi  ed influente membro del cosiddetto “giglio magico”. Allo scandalo seguono le dimissioni di un consigliere indagato e l’autosospensione di altri quattro,finiti anche loro nelle intercettazioni.E lo chiamano “segreto istruttorio”.Tre di questi sono espressione di Magistratura Indipendente,una delle correnti di Unicost. Come era immaginabile pensare la faccenda scatena una guerra di fatto tra le le correnti correnti. Tra chi,come Pier Camillo Davigo (Autonomia e indipendenza),vuole le dimissioni,con conseguente ribaltone nel rapporto di forza nel CSM ,e chi,come Magistratura Indipendente,doppio sic,auspica un loro ritorno a lavorare per smaltire qualcosa dell’enorme arretrato,anticamera della prescrizione,della mancanza della certezza della pena. Quello che prima non andava fatto ora si può fare,o viceversa. Nel caso di Luca Palamara è stato un Trojan ,un virus installato nel suo telefono,che ha permesso di registrare quanto veniva dello o scritto. Da sempre le candidature esprimono anche,e soprattutto,politica. Le correnti,da sempre,sono contigue ai partiti o movimenti politici,in questo senso non vi è nulla di nuovo. Con buona pace del solito segreto istruttorio. Ma il vero scandalo è insito nel fatto che da sempre il CSM è la fotografia                                   politico-parlamentare in un preciso momento storico.Di chi governa in un dato momento.La politica è però entrata in modo dirompente quando negli anni ’70 ,quando alcuni giovani magistrati ,il pool di “mani pulite” ma non solo,introdussero una “interpretazione” politica della giustizia italiana. Di conseguenza da quel momento storico gli eletti nel nel CSM furono l’espressione di un partito,sino al paradosso dei magistrati che hanno usato le indagini per avere visibilità politica,per essere eletti. Attualizzando gli accadimenti possiamo dire che quando un magistrato critica il ministro degli Interni come Salvini ,in realtà sta “guadagnando” crediti che poi lo potrebbe portare ai vertici della magistratura italiana.Il CSM. E’ questa la vera “democrazia” ,la vera “autonomia” della magistratura affrancata dal potere politico ? A voi la risposta.

Aldo A.

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