L’intervista a tutta pagina ,che il quotidiano La Verità ha pubblicato a fine luglio di questo anno, ha fatto emergere per la prima volta quello che accadeva all’interno dei locali dei servizi sociali della Val d’Enza. Una sorta di pentita che racconta,con dovizia di particolari,quanto di ignobile accadeva all’interno dei locali della struttura.Prima di chiedere di essere trasferita. Lei si chiama Cinzia Magnarelli,un’assistente sociale ,anche lei indagata all’interno della grande inchiesta denominata “Angeli e Demoni” sugli affidi illeciti all’interno del sistema Bibbiano”.Durante le successive settimane ha parlato,e molto,con il giudice delle indagini preliminari Luca Ramponi,e dopo quanto confessato ha ottenuto la revoca della custodia cautelare,ed è tornata a lavorare a Montecchio Emilia. Il modus operandi della Anghinolfi ,e di tutti i suoi colleghi coinvolti per quanto accadeva di poco limpido nei locali della struttura,nei confronti degli affidi dei minori coinvolti. Il clima che si respirava nei locali della struttura era di quello della caccia alle streghe,confessa la Magnanelli,dove tutti si sentono coinvolti ma nel pratico continuano a fare quello che già facevano,cercando scusanti nelle condizioni di controllo a cui era sottoposta. Il sistema portava a scegliere sempre l’opzione dell’allontanamento dalla famiglia naturale del bambino,piuttosto che il sostegno per provare a recuperare le situazioni famigliari considerate difficili. Capitava di togliere bimbi alle famiglie senza avere in realtà alcuna motivazione valida. Laddove certe problematiche si sarebbero potute risolvere con un sostegno economico e sociale,si preferiva comunque evidenziare nel rapporto elementi che avrebbero portato ad una richiesta di trasferimento in una struttura definita “protetta”. Il lavoro degli operatori “non allineati” veniva costantemente negativamente sanzionato dai superiori che,evidentemente,coprivano questo abominio. Nelle relazioni che venivano inviate ai magistrati vi era sempre una preferenza verso l’allontanamento dal nucleo famigliare. Non veniva ritenuto equo e adatto il supporto all’interno del nucleo famigliare. False relazioni contraffatte nei tribunali di minori spingevano poi i giudici a scegliere i servizi sociali,con la strada dell’affido comunque preferita a quella del rientro all’interno del nucleo famigliare. Un sistema crudele che ora,grazie alle indagini,inizia ad essere smantellato. Questo accade quando finalmente la carta viene sostituita dal dialogo con la famiglia,con i servizi sociali e le famiglie fisicamente si incontrano per trovare soluzioni di sostegno,anche economico e sociale,che possa fare la differenza. Quando questo non accade ecco che vengono alla luce casi come questi,che purtroppo non sono isolati. La famiglia è alla base della società e non la burocrazia.
Aldo A.

Complici i media asserviti l’inchiesta di Bibbiano viene trattata come una bufala. Ma non è così. Cosa e’ emerso dall’inchiesta che comunque prosegue? Che il tribunale non ha assolto nessuno. Che nell’85% dei casi NON andavano allontanati dalle loro famiglie. E vi sembra così insignificante questa percentuale di “errore” ?