Nonostante l’agricoltura italiana ricopra un ruolo di primo piano in termini di agricoltura sostenibile biologica, e sia all’avanguardia nella conservazione della biodiversità, la scarsità di acqua ,la manodopera irregolare e il ruolo delle donne associato al generale invecchiamento della forza lavoro rimangono un problema urgente da risolvere per il nostro Paese. L’F.S.I. è un indicatore di sostenibilità alimentare con il quale sono stati analizzati 34 paesi rappresentanti l’87 per cento dell’agricoltura mondiale. In relazione all’agricoltura sostenibile,l’Italia è “il miglior paese tra quelli analizzati.Ha un punteggio elevato per impatto ambientale dell’acqua sull’agricoltura , sostenibilità del prelievo idrico, scarsità di acqua e indicatori primari della gestione dell’acqua” secondo il rapporto della B.C.N.F. che sintetizza i dati dell’anno 2017, l’ultimo preso in esame e presentati da l’F.S.I. .Ed entrando nel merito il rapporto sottolinea che l’Italia ha sperimentato,e continua a farlo, nuove tecniche per ridurre lo spreco di acqua nel contesto domestico e agricolo. Tuttavia ,la scarsità di acqua nell’Italia centro-meridionale nell’estate 2017 ha rivelato una certa criticità in termini di infrastrutture idriche, povere nel numero e inadeguate all’esigenza. Il nostro Paese è stato valutato positivamente negli indicatori quali l’agricoltura biologica e la tutela dei piccoli proprietari terrieri. Tuttavia ,secondo il rapporto B.C.N.F. , tasso di partecipazione femminile nel settore agricolo costituisce soltanto l’uno percento del tasso di occupazione giovanile, quello complessivo giovanile appena il 3,1 percento. Numeri molto bassi se rapportati ad economie agricole molto simili alla nostra. Quella spagnola è di 1/3 della forza lavoro complessiva nel settore agricolo. I lavoratori irregolari costituiscono un altro grande problema. Secondo il sindacato del settore F.L.A.I. -C.G.I.L. circa 400 mila agricoltori italiani assumono lavoratori irregolari, moltissimi dei quali arrivati in Italia in modo irregolare. L’agromafia o,se preferite, il caporalato. Una piaga economica e sociale che genera anche un buco nel bilancio dell’I.N.P.S. . Secondo i dati raccolti dal F.S.I. l’Italia è sulla buona strada ma non dovrebbe sottovalutare i problemi connessi ,sia nel breve che nel lungo periodo. Per esempio il punteggio dato al nostro Paese nelle sfide nutrizionali, uno dei tre pilastri dell’F.S.I., è stato soltanto un ‘moderato’ , con un punteggio alto nelle categorie ‘qualità della vita’ e ‘aspettativa di vita’;valori bassi nella categoria ‘regimi alimentari’. Quello che non bisogna sottovalutare è lo spreco di cibo e la sensibilizzazione in termini di regimi alimentari. L’Italia ,grazie ad una ormai radicata (?) attenzione alla qualità del cibo e una tradizione legata alla ‘dieta mediterranea’,considerata la più equilibrata da molti nutrizionisti internazionali, è la prima al mondo per longevità,con una massima media della vita pari a 89,1 anni. secondo l’F.S.I. . La questione cruciale, secondo i massimi esperti, è quella che il biologico,quello vero, deve diventare un’abitudine popolare,di massa. Il biologico unito ad una vera tracciabilità della materia prima.
Aldo A.
