HOLLYWOOD,DISNEY E I PEDOFILI.

Hollywood, Disney e i pedofili…


Marcello Pamio

Per riuscire a vedere il quadro globale è necessario allontanarsi un po’, perché solo quando ci mettiamo alla giusta distanza la visione risulta più completa.
Ben prima che lo scandalo dell’ebreo pedofilo Jeffrey Epstein sconquassasse in lungo e in largo il mondo, la cronaca ha registrato degli accadimenti strettamente interconnessi.
A marzo 2018 vengono arrestati – dopo ben 20 anni di denunce – Keith Raniere, il guru della setta NXIVM ed una dei suoi membri, l’attrice della serie televisiva «Smallville» Allison Mack.

Tanto per cambiare l’accusa è pesantissima: traffico sessuale di minorenni e pedofilia!
Nella rete di Raniene sono cadute sia supermanager che attrici, e questo ha fatto sì che in soli 20 anni egli sia riuscito ad accumulare un patrimonio di svariati milioni di dollari.
La sua perversione non aveva limiti: le sue schiave sessuali venivano addirittura marchiate a fuoco!

 

Tre mesi dopo questo arresto, la Walt Disney finisce nella polemica per aver licenziato l’attrice Roseanne Barr (foto), perché a favore della lotta di Donald Trump contro il “cancro” del pedosatanismo.
La ragione del licenziamento non è stata ovviamente per questa sua posizione, ma per alcuni insulti rivolti a Valerie Jarrett, l’ex consigliera di Obama.
Ma Disney ha due pesi e due misure, e a luglio 2018 licenzia il regista de «I Guardiani della Galassia» James Gunn (foto a destra) per alcuni suoi tweet riguardanti pedofilia e stupri, scritti anni prima.

La cosa sconvolgente non è il licenziamento, ma la riassunzione del regista avvenuta a marzo del 2019, come se nulla fosse.
Non conosciamo le vere motivazioni del reintegro, se sono economiche, visto che ha scritto e diretto due film della Marvel che hanno incassato oltre 1,6 miliardi di $, o di altra natura, magari più occulta…
Fatto sta che l’attrice Roseanne Barr ha perfettamente ragione quando ha scritto di essere disgustata dal supporto che ha ricevuto il regista.

Comportamenti questi della Disney assolutamente coerenti, visto che hanno reintegrato pure l’attore Brian Peck, nonostante la condanna di pedofilia e diversi mesi di carcere.

Il Daily Mail addirittura aveva reso pubblici gli 11 capi d’imputazione, tra cui: atti osceni, sodomia, penetrazione sessuale, copulazione orale, invio di materiale nocivo di minorenni maschi sotto i 16 anni, svelando così il legame fra pederastia e omosessualità. Ma sembra che alla casa di produzione di intrattenimento per bambini più famosa al mondo sembra non importare se si è pedofili o stupratori seriali.
Sembra quasi che chi difende la pederastia e la pedofilia debba essere reintegrato a prescindere, e la conferma arriva da Hollywood: i film che trattano queste tematiche vengono osannati e applauditi.
Esattamente quello che è avvenuto con il recente «Call me by your name» («Chiamami col tuo nome»).
Osservare come lavora la macchina hollywoodiana è sempre affascinante: da una parte è la fucina della pederastia e della pedofilia che incensa il mondo LGBTQ+ con sempre più film di propaganda, dall’altra nessuno al suo interno osa commentare e criticare le riassunzioni e riabilitazioni professionali di pedofili…

Ma Brian Peck non è certo l’unico attore condannato per abusi sessuali su minori e poi assunto dalla ABC (di cui la Disney è la proprietaria ufficiale) dopo la condanna.
Nel 1988, l’attore bambino Nathan Forrest Winters confessò alla madre che il regista Victor Salva lo molestava da parecchi anni. Fu riconosciuto colpevole di 5 fra 11 capi di imputazione, ammettendo di aver abusato di Winters, e la polizia lo trovò in possesso di videocassette e riviste pedo-pornografiche, ma il regista ha continuato a lavorare senza problemi. La sua ultima produzione è la serie Jeepers Creepers
L’elenco è lunghissimo, per cui suona strano vedere che un attore come Kevin Spacey viene scaricato dai produttori di «House of Cards» dopo le accuse di «molestie sessuali» verso un minorenne, ma tutti applaudono il debutto della pellicola pederasta?
Mentre Netflix annuncia che la produzione di House of Cards proseguirà senza l’Oscar, tutti i media e il cinema progressista si commuovono applaudendo «Call me by your name» che parla di un 17enne invaghitosi di un giovane uomo.
Tutto viene naturalmente tenuto sospeso sul filo del rasoio, perché un 17enne è pur sempre un minorenne, ma non è certo un bambino, e anche perché il 17enne è non solo consenziente ma appare come il più “audace” fra i due.
Strategia a dir poco geniale: fanno apparire il 17enne come il vero “provocatore”, quindi l’omoerotismo praticato con i più piccoli diventa lecito!
La conseguenza logica è che se un 17enne deve essere libero di vivere la propria sessualità come gli pare, perché non lo deve essere anche un 15enne, un 13enne o un 11enne, e via così senza nessun limite di età? Giustamente, dicono gli esperti, l’amore è amore e non dipende dall’anagrafe!

Ma chi conosce le strategie psicosociali messe in atto dalle potentissime lobbies omosessuali e/o pedofile sa bene che per ottenere l’accettazione della pedofilia è necessario far apparire il bambino «consenziente», quindi libero di scegliere e di innamorarsi di chi vuole.
Questa ingegneria sociale si chiama «Finestra di Overton».

Siamo passati dalla fase dell’autodeterminazione sessuale di ogni uomo, a quella dei diritti sessuali dei bambini: per cui se un bambino “ci sta” con un vecchio bavoso, NON è pedofilia, ma AMORE incondizionato, AMORE allo stato puro!
Giustamente per coerenza la colonna sonora del film «Mystery of Love» del cantante Sufija Steven, parla ambiguamente dell’amore fra lui e la nipote di appena 5 anni…
Il messaggio che sta passando è chiarissimo: con la scusa dell’«amore libero con chiunque», indipendentemente dal sesso e dall’età, stanno sdoganando la pedofilia!
Tra non molto dovremo finirla con lo stereotipo del cattivo, dell’orco pedofilo che stupra e abusa di bambini innocenti, perché si tratta di un atto d’amore spontaneo. Anzi, si finirà per rovesciare i ruoli: si darà la responsabilità al bambino che si è innamorato dell’uomo più grande, provocandolo, e a questo ultimo verrà riconosciuto il premio del “Buon Samaritano” per lo spirito di abnegazione, per aver soddisfatto le esigenze (anche sessuali) della piccola creatura!

Concludo riportando alla memoria due semplici esempi di messaggi subliminali che la Disney si è divertita a mettere nei suoi lavori, e forse si sta divertendo ancora…

L’8 gennaio del 1999 ha annunciato il ritiro dal mercato della videocassetta versione Home Video del cartone animato del 1977 «The Rescuers», uscito in Italia con il titolo «Le avventure di Bianca e Bernie» perché essa conterrebbe una «riprovevole immagine che passa sullo sfondo».
Dopo circa 38 minuti dall’inizio del cartone animato, mentre i due simpatici roditori planano tra i grattacieli a bordo di una scatola di sardine allacciata ad un gabbiano, in due fotogrammi appare alla finestra l’immagine di una donna in topless con la maschera sul viso satanica!

In una scena finale del cartone animato «La Sirenetta», durante il banchetto per le nozze del Principe Eric con la sirena Ariel, il granchio Sebastian assume una forma inequivocabilmente fallica…

Questa immagine sotto non è di un cartone, ma è la Gift Card della Disney…

Questi sono solo semplici esempi, ma le manipolazioni sono a centinaia.
Perché prendersi la briga di inserire consapevolmente svariati simboli, disegni, foto e immagini nei fotogrammi dei cartoni? Perché rischiare di essere scoperti e perdere la faccia? A che pro?
Si tratta dello scherzo – come hanno detto – di qualche buontempone o invece c’è un significato occulto che mira al condizionamento delle masse?
Questa ultima ipotesi è suffragata e supportata dal fatto che tutto quello che viene inserito e/o modificato ha sempre a che fare col sesso!

 

Per approfondire:

 

«La pedofilia dilaga fra i media, la politica e Hollywood», Benedetta Frigerio
http://www.lanuovabq.it/it/la-pedofilia-dilaga-fra-i-media-la-politica-e-hollywood?fbclid=IwAR0jtSMeUR2_gFtcUTFEvoHrjmVMfntCCv22bZEadysPnQ12oPbldBuCOks

«La Finestra di Overton sempre più aperta sulla pedofilia»
https://disinformazione.it/2018/07/24/finestra-di-overton-sempre-piu-aperta-sulla-pedofilia/ 

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CONTINUANO GLI SCANDALI NEL PEDOGATE…..

Continuano gli scandali nel Pedogate…


Marcello Pamio

Continuano a rotta di collo gli scandali nel mondo della pedofilia.
Dopo il misteriosissimo e ancora inspiegabile suicidio di Jeffrey Epstein, il quale è riuscito a impiccarsi con un lenzuolino di carta attaccato al letto, nel momento esatto in cui le guardie carcerarie si sono dimenticate quella sera di fare il controllo della sua cella, cosa che da protocollo dovevano fare ogni 30 minuti!
L’autopsia ha scoperto diverse fratture alle ossa del collo, tra cui l’osso ioide (alla radice della lingua) proprio vicino al pomo di Adamo.
Simili rotture si verificano negli impiccati, soprattutto se anziani, ma secondo esperti forensi sono più comuni nelle vittime di omicidio per strangolamento!

Dopo la perlustrazione delle due isole private di Epstein, avvenuta dopo oltre un mese dall’arresto del pedofilo (6 luglio scorso), lasciando tutto il tempo possibile per ripulire le varie scene…

Dopo la sparizione dell’ex fidanzata di Epstein, Ghislaine Maxwell (agente Mossad), figlia prediletta del magnate dei media Robert Maxwell (famoso agente Mossad e morto anche lui in circostanze misteriose) che gestiva la tratta delle giovani schiave sessuali, invitata perfino al matrimonio di Chelsea, la figlia di Bill Clinton, ora spunta fuori un quadro proprio dell’ex presidente degli Stati Uniti. Un dipinto che immortala Clinton, il cui nome completo è William Jefferson Blythe III, in una classica posa femminile, con tanto di vestitino blu notte e scarpette rosse col tacco.

Il quadro sarebbe stato trovato dall’FBI nelle collezioni d’arte private di Epstein: una testimonianza giurata infatti afferma di averlo visto attaccato al muro nella casa di Epstein a Manhattan.
Il ritratto è stato dipinto dall’artista australiana-americana Petrina Ryan-Kleid, ma non è ancora chiaro se Epstein lo avesse acquistato, o avesse attaccato una stampa.
L’unica cosa utile sarebbe poter parlare con questa Petrina Ryan-Kleid, prima che ci pensi qualcun altro…
Se sparirà anche lei, potremo affermare che siamo di fronte a un ritratto dipinto dal vivo di un Clinton che mostra un lato della sua vera natura? Gli piace insomma travestirsi da donna, per poi magari giocherellare con qualche bambino o qualche bambina? Ma non una donna qualsiasi…

Perfino il gossip infatti è concentrato sull’aspetto simbolico dell’abito indossato da Bill, perché da una parte è molto simile, per non dire identico a quello che portava Hillary Clinton al Kennedy Center Honors del 2009, mentre dall’altra ricorda l’abito indossato dalla stagista Monica Lewinsky…

Due donne che hanno certamente segnato dei momenti importanti nella vita di Bill: una lo ha sposato e l’altra gli ha fatto l’intervista più rilevante della sua vita…Probabilmente non lo sapremo mai, tanto più se la pittrice sparirà come Ghislaine Maxwell.
Forse alla fine era solo il giochetto di uno squilibrato di mente che ha governato l’America per ben otto anni!
Nulla di più…
Comunque sia, rimanete sintonizzati e attenti perché il vaso di pandora è stato spalancato, per cui ne vedremo ancora delle belle…

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La nostra economia tutto compreso

L’economia sommersa del nostro Paese vale circa 211 miliardi di euro,12,1 per cento del nostro PIL nazionale ed è riferito all’anno 2017,ultimo anno censito  da l’ISTAT. Lo rende noto lo stesso istituto di ricerca e statistica nel rapporto “L’economia non osservata nei conti nazionali” ,sottolineando che l’economia sommersa ammonta a poco meno di 192 miliardi di euro e le attività illegali illegali a circa 19 miliardi di euro. Le stime per il 2017 confermano la tendenza alla riduzione dell’incidenza sul PIL della componente non osservata,illegale,dopo il  picco del 2014,con il 13 per cento . Le unità di lavoro irregolari nel 2017 sono state 3,7 milioni,in crescita di 25 mila unità rispetto al 2016. Secondo l’istituto di ricerca il 41,7 per cento del PIL/lavoro sommerso si concentra nel settore del commercio ,nel commercio all’ingrosso come in quello al dettaglio,al trasporto e magazzinaggio ,all’attività di alloggio e ristorazione,dove si genera almeno il 21,4 del PIL sommerso locale. Analogamente l’incidenza al ricorso del sommerso è decisamente alta negli altri servizi “alla persona”,dove è pari al 12,3 per cento del sommerso,pur contribuendo con soltanto con il 4,1 per cento alla formazione del valore aggiunto totale,al PIL. All’opposto il settore “altri servizi alle imprese” dove contribuisce al valore aggiunto dell’intera economia per il 27,2 per cento,mentre il suo peso nel sommerso è pari al 12,7 per cento. Anche le “attività di produzione di beni intermedi e attività di produzione di beni di investimento” contribuiscono all’economia sommersa in misura più ridotta ,rispettivamente per lo 0,8 e 2,1 per cento del valore aggiunto complessivo,6,4 e 6,7 per cento. Nel 2017,le attività illegali considerate nel sistema dei conti nazionali,hanno dunque generato un valore aggiunto,PIL sommerso,pari a 18,9 miliardi di euro,con un’incremento di 0,8 miliardi di euro rispetto all’anno precedente. I consumi finali di beni e servizi illegali sono risultati pari a 20,3 miliardi di euro,con una crescita di 0,9 miliardi rispetto al 2016,corrispondenti a l’1,9 per cento del valore complessivo della spesa finale. Tra il 2014 e il 2017 l’incremento delle attività illegali è stato pari a 2,4 miliardi,per un valore aggiunto illecito e quindi evaso, di 2,7 miliardi,per la spesa dei consumi finali delle famiglie italiane,con una crescita media annua rispettivamente del 4,7 3 4,9 per cento. La crescita delle attività illegali è determinata prevalentemente dal traffico di stupefacenti. Nel 2017 il valore aggiunto,l’evasione fiscale,sale a 14,4 miliardi e la spesa per i consumi raggiunge i 15,7 miliardi di euro. Nel corso dell’intero periodo preso in esame l’incremento medio annuo per entrambi gli aggregati è stato di circa il 5,8 per cento. Le attività di contrabbando di sigarette nel 2017 ha rappresentato il 2,5 per cento del valore aggiunto,ovvero illegale e quindi fiscalmente evaso,con un minor ricavo pari a cinquecento milioni di euro e il 3,2 per cento dei consumi delle famiglie,con settecento milioni di euro di evaso. Le attività illegali di fatto interagiscono con quelle legali non dichiarate al fisco. Questo è il caso del traffico di droga che genera un’indotto di servizi,stoccaggio e trasporto  che nel periodo 2014-2017  è cresciuto,passando  da un valore aggiunto,quindi evaso,che è passato da 1,2 a 1,3 miliardi di euro. Il ricorso al lavoro irregolare,in nero,da parte delle imprese,si legge nei rapporto ISTAT,è una caratteristica strutturale del mercato del lavoro italiano. Il tasso di irregolarità,calcolato percentuale,delle posizioni di lavoro,calcolato come incidenza percentuale delle posizioni di lavoro,risulta stabile nel biennio 2016-2017,per effetto di una dinamica del lavoro in linea con quella complessiva. Il tasso di irregolarità è più elevato tra i lavoratori dipendenti rispetto a quello indipendente,rispettivamente con il 16 per cento e il 14,2 per cento. Nell’insieme del periodo 2014-2017 il lavoro irregolare presenta una dinamica differenziata e opposta a quella che caratterizza il lavoro regolare: gli irregolari aumentano di circa 59 mila unità,con una crescita dell’1,6 percento,mentre i regolari crescono di 603 mila unità,con una crescita di 603 mila unità,pari ad una crescita percentuale pari a 3,1 per cento,determinando un leggero calo del tasso di irregolarità,che passa dal 15,6 percento del 2014 al 15,5 per cento del 2017. C’è da domandarsi in quale posizione statistica siano stati inseriti i migranti/clandestini che sono arrivati,od arrivano,da ogni parte del mondo.

Aldo A.

Dal Monte dei Paschi di Siena all’Istituto Opere Religiose

Il 6 marzo 2013 David Rossi precipita dalla finestra del suo ufficio di Siena e muore. Perché parlare della morte di quest’uomo in un articolo di economia e finanza? Domanda retorica. Perché Rossi era il capo comunicazione sella Monte dei Paschi di Siena e la sua morte giunge durante il periodo più difficile,oscuro di questa banca. Suicidio o omicidio ? Ancora ad oggi ci sono dubbi su questo. Quel che sappiamo è che c’è ancora molto da scoprire,svelare in questa oscura vicenda. La Banca Monte dei Paschi di Siena è la più antica al mondo,essendo stata fondata nel 1472 come Monte di Pietà. Oggi,dopo il tracollo,è comunque il quinto gruppo finanziario in operante in Italia. Come si è arrivati allo scandalo del 2013? Dobbiamo fare un’ulteriore passo in dietro e tornare all’anno 2007,quando la banca fa pervenire al Banco Sander un’offerta di acquisto della Banca Antonveneta . Tutto fila liscio ed a novembre dello stesso anno,quando la banca senese perfezionò l’accordo di acquisto per circa 9 miliardi di euro. Al 31 dicembre dello stesso anno il patrimonio netto della Antonveneta era di circa 3,4 miliardi. Nasceva così ” l’area territoriale Antonveneta” della M.P.S. . Siamo nel 2013 e siccome non non siamo in una favola dove vissero tutti felici e contenti,l’acquisto si rivelo a dir poco cancerogeno per il principale azionista della banca,la Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Inoltre l’acquisizione presenta profili legali riconducibili al reato di aggiotaggio,oltre che all’utilizzo di strumenti derivati poco sicuri. Il presidente della M.P.S. ,oltre che presidente della A.B.I. ,Giuseppe Mussari, viene indagato dalla Procura di Siena per aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza. Nella trattativa pare che Mussari abbia intascato per vie traverse e poco lecite ,qualcosa come un miliardo di euro,frutto di una vera e propria truffa al suo istituto di credito. Nell’ottica di espandersi la M.P.S. aveva rilevato svariati istituti di credito,come anche ad operare nei derivati per “rateizzare” le perdite dovute ad alcune operazioni rivelatesi fallimentari. Nel 2002,la Banca si affida al derivato Santorini, tramite la Deutsche Bank,che in quel periodo aveva un rating di tripla “A”.  Tre anni più tardi anche il derivato Alexandria  entra in circolo. Poi arriva la crisi finanziaria e il rating si rivela una burla. La Lehman Brothers crolla miseramente e l’Alexandria va giù in picchiata,generando una perdita di oltre 200 milioni di euro. La Monte dei Paschi di Siena decide di non informare la Banca d’Italia  di quanto stava accadendo,ed invece vende gli Alexandria alla giapponese Nomura. Nel frattempo il Santorini crolla e il M.P.S. diventa sempre di un pericolo. A fine 2012 la Banca d’Italia viene finalmente informata della portata di quanto accaduto. Il vaso si Pandora viene scoperchiato e la notizie diviene di dominio pubblico. Nel giro di tre giorni,dal 22 al 24 gennaio 2013 il titolo hauna perdita del sei per cento,costringendo Mussari a dimettersi dalla A.B.I. . La Monte dei Paschi di Siena è in rotta e nella notte tra il 6 e  il 7 marzo il capo delle comunicazioni del Monte dei Paschi di Siena,David Rossi,precipita dal suo ufficio,nella sede centrale di Siena. Il volo viene catturato da una telecamera  di sorveglianza,ma il mistero rimane. Per la Procura Rossi  si è suicidato,mentre per i parenti è stato ucciso. C’è da sottolineare che la conformazione delle finestre non agevola il suicidio,contestualmente quello è il salotto buono della città e pare impossibile che nessuno abbia notato quanto stava accadendo o sentito nulla. Pare che Rossi fosse particolarmente spaventato nei giorni  antecedenti al colloquio con il Pubblico Ministero,dove sembra avesse intenzione di raccontare qualcosa di molto importante per le indagini. Il caso è stato di recente riaperto ed ora  la pista è quella che Rossi  fosse venuto a conoscenza di festini a base di droga e prostitute,in cui partecipavano politici ed alti dirigenti del più antico istituto bancario del mondo. Siccome siamo in Italia e siccome stiamo parlando di finanza,non poteva mancare l’Istituto Opere Religiose,che a dispetto del nome è la cassaforte del Vaticano,sulla scrivania di David Rossi era presente un appunto con il nome e un numero telefonico dell’ex presidente di questo istituto del Vaticano. Questi ha successivamente dichiarato che esisteva un giro di mazzette  che raggiungeva anche i vertici dello I.O.R. stesso e non solo. A voi ogni possibile considerazione del caso.

Aldo A.

Dallo Stato islamico al portone spalancato

Lo  Stato islamico potrebbe tornare a colpire con azioni terroristiche,anche nell’Europa del politicamente corretto. E potrebbe farlo entro la fine di quest’anno. Lo rivela un rapporto delle Nazioni Unite,sulla base di informazioni emerse da numerosi rapporti dei servizi segreti occidentali. L’Unione Europea stima che almeno seimila dei suoi cittadini abbiano raggiunto l’Iraq e la Siria per combattere sotto la bandiera dello Stato islamico o di altri gruppi di estremisti riconducibili a questi. Circa un terzo di questi sarebbero stati uccisi ,altrettanti sono detenuti in Iraq,Siria o presso milizie curde,siriane ,fuggiti altrove o tornati in Europa con idee decisamente bellicose,sanguinarie. Le loro prospettive future saranno di interesse internazionale per il nostro prossimo futuro,avvertono gli esperti. Alcuni di loro potrebbero unirsi con Al-Qaeda o con altri gruppi terroristici attigui. Altri diventeranno reclutatori di terroristi o loro stessi leader. L’attuale diminuzione degli attacchi non può durare a lungo,forse non arriverà neanche a Natale,ammonisce un rapporto che circola nei piani alti della politica militare. Ci sono centinaia di miliziani stranieri dello Stato Islamico prigionieri delle milizie curdo-siriane sostenute dagli Stati Uniti che,nonostante le insistenze di Donald Trump,i Paesi occidentali non vogliono riprendersi,preferendo lasciarli  nelle mani delle forze locali,consapevoli di non poterli realisticamente processarli. E’ meglio ricordare,a questo proposito,che a metà luglio nei campi  di prigionia delle Forze Democratiche Siriane,nel nord-est della Siria,tra Hasakah e Deir Ezzorr,erano presenti seimila prigionieri combattenti dello Stato Islamico,dei quali cinquemila di origine irachena o siriana e mille provenienti da cinquantaquattro Paesi del mondo. A causa delle difficoltà delle milizie curde nel gestire così tanti prigionieri,molti di loro vengono trasferiti in Iraq e sommariamente impiccati. C’è poi il problema delle migliaia di famigliari dei jihadisti che vivono nei campi profughi sovraffollati nei territori siriani controllati dalla coalizione guidata dagli USA. In Europa una delle principali principali preoccupazioni è la radicalizzazione nelle prigioni,dove tutti i programmi di de-radicalizzazione non si sono dimostrati efficaci. I problemi evidenziati dal rapporto delle Nazioni Unite mettono in evidenza quanto siano blande,inefficaci e ambigue le misure assunte,o meglio,non assunte,dalla UE e dai singoli stati,di fronte a questa minaccia. Se ai veterani jihadisti offrono sussidi e welfare al posto di condanne esemplari,è difficile poi scongiurare la minaccia di nuovi attentati. Lo stesso discorso vale per la de-radicalizzazione nelle carceri. Fallita ovunque perché non è stata attuata nell’unico modo possibile consigliato : istituire carceri speciali di massimo isolamento per jihadisti,tenendo i detenuti comuni in differenti istituti di pena. Sul piano finanziario il rapporto delle Nazioni Unite rivela che l’Isis avrebbe tuttora accesso agli ingenti fondi in danaro in suo possesso,tra i cinquanta ed i trecento milioni di dollari,provenienti dal califfato,che vengono impiegati per mantenere alta la reputazione presso le popolazioni a loro attigue. Come un qualunque ‘brand leader globale’. Una situazione simile potrebbe già essere presente sul nostro territorio,in Italia come nel resto dell’Europa. Il rapporto evidenzia che anche in Africa,in particolare nella parte orientale del Congo ,sta diventando il nuovo polo attrattivo degli affiliati allo Stato Islamico o gruppi terroristici satelliti. E noi italiani,europei,spalanchiamo loro le frontiere andandoli a prenderli a domicilio.Buonanotte Italia,buon pisolino Europa.

Aldo A.

Un’altra voce su Venezia

Quando ho iniziato a scrivere eravamo all’undicesima acqua alta eccezionale dall’inizio del nuovo secolo.Quando in tutto il secolo precedente ne erano state registrate dieci. Da questa semplice considerazione dobbiamo necessariamente partire se vogliamo ben comprendere quanto sta accadendo alla splendida,meravigliosa Venezia. Esiste una corrente di pensiero che sostiene che Venezia sia nata nel luogo sbagliato sin dalla nascita. Non era quello il luogo giusto dove costruire una città. Se ora è li che sorge è soltanto perché nell’anno 452 gli Unni di Attila ne combinarono talmente tante al loro passaggio ,da costringere gli abitanti dell’allora Aquileia,Concordia e Altino a rifugiarsi nella Laguna. In realtà quella zona era abitata addirittura già in epoca antecedente a quella romana,dove antiche popolazioni italiche che vivevano tra paludi e laguna,trovarono abbondanza di selvaggina e di pesce,e contestualmente dedicarsi alla raccolta del sale. Se la Repubblica marinara divenne la potenza che è stata lo devono alla loro posizione strategica scelta durante la fondazione. Piuttosto risulta ancora più interessante analizzare gli errori che sono stati commessi in periodi ben più recenti,e che rischiano di comprometterne la bellezza,il patrimonio culturale e l’esistenza stessa di questa bellissima città   d’arte,nata tra terra ed acqua. Il MO.S.E. ,Modulo Sperimentale Elettromeccanico,è un opera di ingegneria civile la cui costruzione è iniziata nel 2003 ed ancora è lungi dall’essere terminata. Una volta completato dovrebbe essere in grado di difendere Venezia e la sua Laguna dall’acqua alta,attraverso una serie di paratie mobili a scomparsa,poste ai varchi che collegano la Laguna al mare aperto. Le cosiddette ‘bocche di porto’. Bloccando quindi il  Lido,Malamocco  e Chioggia,si dovrebbe riuscire ad isolare temporaneamente la Laguna dal maree permettere quindi alla città di evitare le situazioni come quelle che hanno portato l’acqua a a 187 centimetri,oppure come quella del 4 novembre del 1966,con i suoi drammatici 194 centimetri. Il problema del MO.S.E. sta che tra il 2013 e il 2014 è scoppiato il solito italico scandalo,fatto di mazzette,fatture false e fondi neri,con un centinaio di indagati tra appaltatori,funzionari pubblici,politici e Consorzio Venezia Nuova. Alla fine si è dovuto intervenire lo Stato a commissariare tutto. Nel frattempo,per la gioia dei soliti intrallazzatori,i costi di realizzazione sono naturalmente lievitati. Se i lavori, ,secondo le previsioni  del 2003, sarebbero dovuti terminare nel 2016,poi posticipati nel 2019 ed ora ottimisticamente alla fine del 2022,qualcuno o qualcosa non ha tenuto ben di conto ai piani alti della Politica e della Finanza. I costi,che ottimisticamente negli anni ’80 non avrebbero dovuto superare i 3.200 miliardi delle vecchie lire,ad oggi siamo arrivati alla somma di quasi si miliardi,questa volta però di euro. Ovvero il triplo di quanto previsto. Ma ad opera ancora incompiuta. Forse però ,ancora più grave di quello che non è stato ancora fatto,è quello che è stato fatto. Porto Marghera,per quanto sia oggi in netta decadenza,è stato nel secondo dopoguerra un volano importante per la nostra economia regionale e nazionale. Certo,i sono anche le questioni puramente naturalistiche-ambientali . Senza stare a scomodare i soliti cambiamenti climatici,non è stato ancora  dimostrato che il livello Mar Adriatico si sia alzato. Limitandoci ai soli dati confermati dalla scienza,sappiamo comunque che il fenomeno dell’acqua alta a Venezia è inevitabile. La Subsidenza ,come accennato,le maree astronomiche,precipitazioni,campi barici,portata dei fiumi,direzione dei venti  possono fare la differenza.  Proprio i venti  e non le maree o le forti piogge,contrariamente a quanto si crede,sono la causa principale dell’acqua alta di Venezia.Infatti i venti di scirocco spingono verso nord,nel chiuso del naturale catino mar Adriatico.E quell’acqua non riesce a defluire correttamente dai fiumi e dalla Laguna perché gliela rimanda indietro la Bora,bloccando così il deflusso della laguna e dei fiumi veneti.Se a questo si aggiungono poi le grandi piogge autunnali o un passaggio della Luna ,ecco che si ha la ‘tempesta perfetta’ . Contro quanto appena detto non si può fare altro che migliorare il sistema delle previsioni climatiche,evitare altre iniziative umane, figlie del pressappochismo,e  ovviamente,sbrigarsi a completare questo benedetto MO.S.E. che ci sta costando veramente troppo,per la gioia della lobby politico-economica che ci governa da settant’anni.

Aldo A.