Il venditore di farmaci

Vi è mai capitato di andare da un medico e di vedere tante penne con nomi di di medicinali sulla scrivania?Il tema del conflitto di interessi in medicina e del rapporto medici/industria è un poco come il parente strambo al cenone di capodanno :si sa che esiste ,ma tutti preferiscono non parlarne e sono sollevati se non si presenta.Dennis Thompson,professore di filosofia politica all’Harvard Center per l’Etica e le professioni ,ha elaborato una definizione che ha avuto una discreta fortuna,secondo la quale il conflitto di interessi può essere definito come un “insieme di condizioni per cui un giudizio professionale concernente un interesse primario tende a essere indebitamente influenzato da un interesse secondario”. Beninteso,per Thompson gli interessi secondari non sono illegittimi in quanto tali.Ciò che può risultare ‘problematico’ è la loro interdipendenza con quelli primarie il loro impatto nelle decisioni professionali.Ambire a guadagni maggiori,volere un percorso professionale prestigioso o preferire la propria famiglia e gli amici sono desideri comuni,che tutti sperimentano.Qualcuno forse sogna anche una vita da campione di calcio,ma è meglio che torni con i piedi per terra. Il cortocircuito si verifica quando questi interessi rischiano di minare l’indipendenza

del proprio giudizio .Quando si parla di conflitto di interessi si cade poi spesso nell’equivoco di considerarlo sinonimo di corruzione,ma si tratta di due concetti ben distinti.Nel primo caso,tornando a Thompson,ci si riferisce a condizioni di rischio che non sempre possono essere percepite,o da cui non è possibile sottrarsi;nel secondo caso ,invece,si parla di comportamenti e atti illeciti compiuti in piena coscienza.Una differenza fondamentale ,che serve per evitare stigmi e generalizzazioni del calibro “tutti i medici sono corrotti e venduti,al soldo di big pharma”,buttano tutto nel calderone della malasanità.Il punto non è crocifiggere il medico in sala mensa solo perché nel taschino del camice tiene delle penne con il logo dell’ultimo innovativo farmaco contro la disfunzione erettile ma capire che anche senza volerlo si può diventare strumenti per altrui fini,in questo caso di mercato.A riprova di questo si potrebbero citare centinaia di studi rigorosi in letteratura scientifica che dimostrano come il mondo della medicina sia,su tanti fronti,condizionato più di quanto i medici pensino.Nel 2001 il ricercatore americano Michael Steinman,con un brillante questionario mise in luce come tanti medici tendano a considerarsi immuni da ogni influenza quando parlano di se stessi,e di quanto siano influenzabili i loro colleghi. Sia il gadget regalato in reparto che il congresso alle Maldive tutto pagato rientrano in un approccio finalizzato a massimizzare i profitti su specifici prodotti delle case farmaceutiche. E quando un (ex)ministro della Salute,come la Lorenzin, con i suoi bambini, produce uno spot pubblicitario pro vaccini, come dobbiamo considerarlo in considerazione del fatto che per il suo ruolo dovrebbe essere terzo ,tra il vaccinato e le case farmaceutiche?

Aldo A

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.