2019:l’evasione fiscale in cifre

Nei primi sei mesi del del 2019 l’imponibile evaso in Italia è cresciuto del 3,8 per cento ,con punte da record nel nord dove ha raggiunto il 5,1 per cento. In termini di imposte sottratte all’erario siamo nell’ordine di 181,4 miliardi di euro sottratti in un anno. La stima è stata effettuata dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche di “Antonella Benedetto” di K.R.L.S. Network,per conto di contribuenti.it, l’associazione dei contribuenti italiani ,che ha analizzato cinque aree di evasione fiscale: l’economia sommersa,l’economia criminale,l’evasione fiscale delle società di capitali,l’evasione delle grandi compagnie d infine quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese. Secondo Vittorio Carlomagno,presidente dell’associazione,per combattere l’evasione fiscale bisogna riformare il fisco italiano introducendo la Tax compliance ,seguendo quanto già accade nnegli altri principali Paesi,dove ha migliorato la qualità dei servizi pubblici ed eliminato sprechi nella Pubblica amministrazione. L’evasione fiscale è diventato è diventato lo sport maggiormente praticato dalle grandi imprese italiane. Sino a quando non migliorerà l’efficienza,l’equità dell’amministrazione finanziaria dello Stato,tagliando anche le spese della cosiddetta Casta ,tra le quali rientrano anche le auto di rappresentanza  che invece sono cresciute del 4 per cento nel primo semestre del 2019,le grandi imprese continueranno ad evadere le imposte,consapevoli che prima o poi il Governo di turno promulgherà l’ennesimo condono fiscale dovendo fare cassa ad ogni costo.L’esercito dei lavoratori in nero aumenta sempre di più,composto da circa 2,9 milioni di persone,molti dei quali cinesi o extracomunitari,sino ad arrivare direttamente dal Nord Africa,dai Balcani o rispediti dalla Francia o Germania a seguito dei trattati che belanti abbiamo sottoscritto. In questa categoria sono da comprendere anche gli 850 mila lavoratori dipendenti che hanno un secondo,terzo lavoro rigorosamente in nero. Si stima un evasione di imposte pari a 34,3 miliardi di euro. L’economia criminale realizzata dalle grandi imprese mafiose,perché di vere e proprie imprese dobbiamo parlare,italiane o straniere,con Cina,Russia e Singapore in testa,nel nord Italia è cresciuta nel primo semestre del 2019    del 18,7 per cento. Si stima che il giro di affari ,ancora non intercettati dal fisco italiano,produca  un’ulteriore evasione di imposta pari a 78,2 miliardi di euro. La terza area è quella composta da società di capitali,escluso le grandi imprese. Dall’incrocio dei dati è emerso che il 78 per cento circa delle società di capitali italiane dichiara REDDITI NEGATIVI O CON REDDITI INFERIORI A DIECI MILA EURO,O NON VERSANO IMPOSTE. Molte di queste chiudono nel giro di cinque anni per evitare spiacevoli accertamenti fiscali .Oppure utilizzano le “teste di legno” tra i soci o gli amministratori. In pratica ,su un totale di circa ottocentomila società di capitali operative il 78 percento di queste non versano le imposte dovute. Si stima un’evasione attorno ai 22,4 miliardi di euro annui. La quarta area è quella composta dalle grandi compagnie. Una su tre ha chiuso il bilancio non pagando tasse.Inoltre queste abusano del “tranfert pricing”  per spostare costi e ricavi tra le società del gruppo ,trasferendo fittiziamente la tassazione nei Paesi dove di fatto non vi sono controlli fiscali,sottraendo in questo al fisco italiano 37,8 miliardi di euro l’anno. Tra queste possiamo da poco annoverare il Gruppo Mediaset della famiglia Berlusconi. Nel primo semestre 2019 ,le cento maggiori società hanno ridotto del 14,2 per cento le imposte dovute all’erario con questo giochetto. Infine c’è l’evasione dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese,dovuta alla mancata emissione di scontrini o fatture fiscali,con una perdita di gettito fiscale di circa 8,7 miliardi l’anno. Quali sono le regioni italiane che evadono maggiormente ? In testa nel primo semestre 2019 ci sono   i lombardi,con un aumento, rispetto all’anno precedente,del 5,5 per cento. Secondo e terzo posto rispettivamente per Veneto e Valle d’ Aosta con il 5,1, e 4,7 per cento. A seguire la Liguria con un aumento del 4,6 per cento,il Piemonte con il 4,5,il Trentino Alto Adige con il 4,1,il Lazio e l’Emilia Romagna con il 3,9 per cento. A seguire le altre regioni.  E le principali categorie imprenditoriali ? Gli industriali sono considerati i principali evasori con una percentuale del 33,4 per cento. A seguire i bancari e assicurativi con il 30,7 per cento,commercianti con 11,6 per cento,artigiani con il 9,4 per cento,professionisti 7,5 per cento,e lavoratori dipendenti con il 7,4 per cento.  A livello territoriale l’evasione è diffusa soprattutto nel Nord-Ovest con il 31,4 per cento. A seguire il Nord-Est con il 27,1 per cento,dal Centro con il 22,2 per cento e dal Sud con il 19,3 per cento. Oppure la classifica deve essere invertita e considerata per furbizia o mancato controllo del territorio da parte dello Stato ?

Aldo A.

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